Marzenego, il rebus di via Poerio

C’è chi è dubbioso di fronte all’acqua scura del Marzenego. E chi invece alla vista del canale, riportato alla luce in via Poerio dai lavori di messa in sicurezza ed ora visibile a tutti, chiede di riportare alla luce il vecchio rio delle Muneghe, preservando il ponte della Campana, l’accesso a piazza Ferretto. Nel centro di Mestre la discussione su riaprire o meno la vista sul Marzenego, per decenni tombato, appassiona e divide.
Stasera alle 19 il tema sarà al centro di una assemblea pubblica voluta dall’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni e a cui parteciperà anche il sindaco Giorgio Orsoni. Sul tappeto anche la proposta, avanzata da varie associazioni locali, di non tornare a ricoprire il corso del Marzenego una volta conclusi i lavori di consolidamento delle sue rive, riportando così alla luce del sole, dopo una sessantina d'anni, il corso d'acqua.
La questione pareva aver avuto un parere definitivo, negativo, dalla giunta Cacciari che su questo tema aveva a lungo discusso, arrivando anche a dividere gli assessori. Ora il tema torna nell’agenda della giunta Orsoni anche se l’assessore Maggioni di recente aveva escluso questa possibilità per le dfficoltà tecniche legate al garantire una resa ottimale di un intervento decisamente costoso per le casse comunali. Ma c’è anche da dire che stavolta si può contare sull’aiuto della Fondazione M9 e dei progettisti del nuovo museo, Sauerbruch e Hutton, per i lavori di arredo della nuova via Poerio.
Favorevole all’acqua era l’allora assessore Sandro Simionato, oggi vicesindaco, aveva trovato il sostegno, durante la giunta Cacciari, dell’ex assessore all’Urbanistica Gianfranco Vecchiato che ha lasciato in eredità alla giunta Orsoni un progetto per recuperare almeno il ricordo dell’acqua, con delle grandi vaschi lungo via Poerio, ma senza riaprire il canale, come invece ora chiedono anche varie associazioni ambientaliste cittadine che chiedono ad Orsoni di valutare l’opinione dei cittadini con un sondaggio, previsto dal nuovo statuto comunale. Contro l’acqua scura e fangosa si è già schierato don Fausto Bonini, che vede il cantiere dalle finestre del Duomo di San Lorenzo. In passato aveva detto di no l’ex assessore Laura Fincato. Possibilista è l’architetto Giovanni Caprioglio che aveva disegnato le vasche per Vecchiato e ritiene quella la soluzione migliore rispetto all’ipotesi riapertura del canale. L’ intervento appare costoso e non facile, perché, va ricordato, l’acqua del Marzenego non è quella del Sile. Non è pulita e non ha sistemi di movimento che andrebbero creati a valle.
Intanto dai sondaggi «autogestiti», come quello avviato dal Psi di Mestre centro, emerge che i cittadini sono per riavere l’acqua in via Poerio.
Saltato ieri per problemi tecnici, ci sarà martedì il banchetto del Partito socialista in piazza Ferretto. A sabato, spiega il capogruppo in Municipalità Davide Bergantin, sono state raccolte 221 schede con un «andamento di favorevoli che tocca circa il 75 per cento».
Stasera al Candiani si capirà se Orsoni valuterà l’ipotesi o meno.
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