Marco Polo al collasso, a terra in migliaia

Cancellati trenta voli, quattro «deviati», 110 in ritardo fino a otto ore. Il racconto dei passeggeri rimasti intrappolati: poche informazioni e molta confusione  
TESSERA. L'alluvione ha portato al collasso anche l'aeroporto Marco Polo. Allo scalo di Tessera in poche ore trenta voli cancellati, 110 in ritardo abissale, di cui il più grave è di sette ore e 40 minuti, e quattro aerei dirottati su un'altro aeroporto, su un totale di 241 tra arrivi e partenze su tratte nazionali, internazionali e intercontinentali. Questo è il bilancio di una giornata che è stata disastrosa soprattutto in mattinata e che ha cominciato a risalire la china soltanto nel corso del pomeriggio.

Secondo il parere degli esperti, per il Marco Polo si è trattato del giorno più nero degli ultimi anni. Migliaia i passeggeri nel caos a causa dei voli cancellati e dei ritardi, accumulati a causa di una situazione meteorologica eccezionale. Save ha comunicato che «in base alla normativa internazionale, con tali condizioni meteorologiche, gli aeromobili, per motivi di sicurezza, non possono fare rifornimento. Di conseguenza i voli del mattino (arrivati la sera prima) non sono potuti partire. Con i voli a terra si è ridotta temporaneamente la possibilità di accoglienza di tutti gli apparecchi in arrivo. Nel momento più intenso del temporale, alcuni voli hanno atteso di atterrare o hanno deciso di dirottare su altri scali».

Pista aperta.
Sempre secondo le precisazioni del gestore aeroportuale, il Marco Polo nonostante i problemi non ha mai smesso di funzionare e la pista è sempre stata aperta e agibile. Al Save ha comunicato: «I voli stanno tornando alla normalità. E' una giornata difficile, ma in aeroporto tutti gli operatori (società di gestione, handler, compagnie aeree) e gli enti di Stato stanno lavorando al massimo per agevolare i passeggeri».

Voli cancellati.
Sono stati cancellati 14 dei 120 arrivi (provenienti da Roma, Napoli, Cagliari, Tirana, Vienna, Palermo, Zurigo, Vienna e Barcellona) e 16 delle 121 partenze (per Tirana, Napoli, Palermo, Roma, Milano e Monaco di Baviera). Sono stati dirottati a Trieste due apparecchi che dovevano arrivare Polo da Napoli (alle 7.55) e da Amsterdam (11.15). Inoltre, due voli, che dovevano partire per Palermo (alle 9.30) e per Catania (9.30) sono stati fatti decollare da Verona.

In ritardo.
Poi, ci sono stati 73 i voli partiti in ritardo, con punte di 7 ore e 40 (il volo per Lione delle 6.35, decollato alle 14.14) e almeno altri 12 casi (per destinazioni come Amsterdam, Bordeaux, Monaco di Baviera, Roma, Catania, Dusseldorf, Bari, Bruxelles, Parigi e Francoforte), in cui sono gli apparecchi hanno accumulato ritardi dalle tre alle sette ore dopo l'orario previsto. Per quanto riguarda gli arrivi, invece, sono 37 i ritardi, di cui uno di quasi cinque ore proveniente da Philadelphia via Milano, che avrebbe dovuto atterrare alle 8.55 ma è arrivato alle 13.38. Non è ben chiaro poi sul sito di Save, se il volo da Catania delle 11.50, previsto per le 18.50, sia poi effettivamente arrivato con ben 7 ore di ritardo.

 
Il caos.
In tarda mattina alle partenze c'erano almeno mille viaggiatori che facevano la fila agli sportelli delle compagnie aeree per avere notizie sui voli in ritardo o cancellati. La gente in partenza ha raccontato storie di scarsa informazione, mentre alcuni passeggeri dei voli in arrivo sostengono di avere fatto fatica a recuperare i bagagli. «Vorrei capire di che morte devo morire - dice ironicamente Giuseppe Sperone - perché dovevo prendere il volo delle 11.30 per Cagliari e alle 13.30 ancora sono a fare la fila allo sportello (il volo è stato cancellato, ndr)».

Racconti.
Due anziani di Manchester, sbarcati a Venezia con una crociera, spiegano: «Siamo scesi dalla nave e per prendere il bus abbiamo dovuto toglierci le scarpe per non bagnarci. Ora speriamo di poter partire». «E' dalle 5 che sono in aeroporto col mio nipotino - afferma sconsolata Marialuisa Trevisan, di Mestre -. Dovevamo prendere il volo per Palermo delle 7.10 e alle 14 ancora non sappiamo ancora se potremo volare». Tra i passeggeri, c'era anche il consigliere provinciale di Forza Italia, Paolo Fontana, che preannuncia l'immancabile un'interrogazione in Consiglio.

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