Marcia per la pace in tutta la città

Una giornata intera dedicata alla cooperazione, all'integrazione, e, più in generale, alla pace: ieri pomeriggio, a Mestre, un piccolo esercito di attivisti, scout, operatori sociali e semplici entusiasti ha infatti colorato le vie della città con le tinte dell'arcobaleno, tra laboratori interattivi e incontri tematici. «In marcia per la pace», questo il titolo dell'iniziativa, stando alle dichiarazioni del Comune voleva essere «la risposta alla necessità dei cittadini di essere informati e di agire per il raggiungimento della pacifica convivenza e del dialogo fra tutti, in una città che si sta aprendo al multiculturalismo»; in pratica ha fatto arrivare negli spazi di via Piave, via Col Moschin, via Ca’ Marcello, via Sernaglia, via Sarpi, via Cappuccina e piazza Ferretto (ma l'elenco è in realtà ben più lungo) una quindicina di appuntamenti, organizzati dagli scout cattolici Agesci, da Acli Venezia, dal Servizio Civile e persino dall'Uaar, l'unione italiana degli atei e agnostici razionalisti, in una piena collaborazione priva di qualsiasi bandiera.
A chiudere la giornata, al culmine della marcia che ha attraversato il centro di Mestre, l'incontro in piazzale Candiani, che ha visto la partecipazione straordinaria del vescovo ausiliario di Sarajevo, Pero Sudar, e del presidente nazionale del movimento nonviolento, Mao Valpiana. «La pace non si può garantire con la forza, chi ha subito la guerra desidera l'armonia, ma non sempre è in grado di farsene testimone autentico - ha ricordato Sudar - Nel mio Paese la gente scappa dalla miseria, e il conflitto non ha risolto nulla, anche se nessuno lo vuole ammettere. La violenza porta alla guerra, che sfocia in ulteriori ingiustizie e degrada gli uomini ad animali». Stamattina, alle 9.30, il vescovo presenzierà anche alla messa domenicale della parrocchia di Zelarino. (gi.co.)
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