Tribune e spogliatoi del campo Canevon di Malcontenta: il Comune dovrà saldare gli arretrati
Il Tar chiarisce la lunga vicenda di impegni e promesse: il Comune di Venezia dovrà restituire al legittimo proprietario l’area su cui sorgono tribune e spogliatoi del campo sportivo Canevon, a Malcontenta, e risarcirlo per gli anni in cui lo ha utilizzato abusivamente, ma subito dopo lo riceverà gratuitamente

Il Comune di Venezia dovrà restituire al legittimo proprietario l’area di circa 920 metri quadrati su cui sorgono le tribune e gli spogliatoi del campo sportivo Canevon, a Malcontenta, e risarcirlo per gli anni in cui lo ha utilizzato abusivamente, ma subito dopo lo riceverà gratuitamente.
Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, che ha accolto in parte il ricorso presentato dal proprietario Elio Melinato, fissando in 120 giorni il termine per la restituzione e per la formulazione di una proposta risarcitoria.
La vicenda
Al centro della vicenda c’è una storia che si trascina da anni, intrecciata con accordi patrimoniali e programmi di riqualificazione urbanistica. Nel 1984 il terreno era stato concesso dalla Montedison al Comune per realizzare un centro sportivo, alla cifra simbolica di mille lire l’anno, per trent’anni. Prima della scadenza, quel terreno assieme ad altri beni fu acquistato dall’attuale proprietario che poi, nel 2002, aveva ceduto all’amministrazione alcuni immobili e terreni, ma non la particella finita al centro della controversia. Gli accordi successivi, legati ad una lottizzazione, avevano previsto anche il trasferimento di quest’ultima, rimasto però incompiuto.
Il punto decisivo della sentenza è proprio questo: l’impegno a cedere gratuitamente il terreno al Comune non autorizzava l’amministrazione ad utilizzarlo senza corrispondere nulla, almeno finché non ne fosse diventata proprietaria. Il Tar ha tuttavia chiarito che l’attuale proprietario resta obbligato a perfezionare la cessione senza chiedere un prezzo aggiuntivo, una volta eliminati gli eventuali abusi edilizi e completata la documentazione necessaria. Dagli atti, infatti, non risulta che tutte le questioni relative alla regolarità delle strutture siano state definitivamente risolte. Per trasferire la proprietà sono stati dati 120 giorni.
Quanto dovrà pagare il Comune
Quanto dovrà pagare il Comune? I giudici hanno indicato alcuni paletti. Intanto il marzo 2010 come periodo da cui far partire i conti, per ciò che è accaduto prima non possono comunque esserci ristori. Per la quantificazione, viene indicato il valore locativo annuo di 4.640 euro stimato dal consulente tecnico, da rapportare alla durata effettiva dell’occupazione e aggiornare secondo gli indici Istat, oltre agli interessi legali. Ma sarà comunque il Comune a dover presentare entro 120 giorni una proposta risarcitoria sulla base dei criteri stabiliti dalla sentenza. Non saranno invece riconosciuti rimborsi aggiuntivi per le ordinarie imposte già considerate nel calcolo, né per le spese catastali, che restano a carico del proprietario secondo gli accordi.
Il trasferimento della proprietà dovrà avvenire secondo le normali procedure, i giudici hanno bocciato la richiesta di un trasferimento d’ufficio degli immobili, con atto del tribunale. Tra le richieste del Comune, c’era anche quella di poter incassare l’Imu (e le relative sanzioni e gli interessi) sul terreno. Una possibilità che il Tar non ha cassato, ma su cui si potranno esprimere solo i giudici tributari.
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