Mainardi: «La linea dei Bivi sarà ripristinata»

«L’obiettivo primario per i cittadini è che sia mantenuto il livello di qualità della vita di cui godono ora in termini di rumorosità, impatto ambientale e logistica». Gli esponenti del comitato Bivi Terraglio l’hanno ribadito al commissario straordinario per l’asse ferroviario Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi. Nei giorni scorsi, infatti, il cosiddetto “Cobiter”, che da quando è stato presentato il nuovo progetto dell’Alta velocità-Alta Capacità ha dato l’allarme, dal momento che il ripristino dell’esercizio ferroviario della linea dei Bivi lungo il tratto Marocco-Carpenedo significherebbe un danno per tutti quegli abitanti che risiedono nei paraggi, si è confrontato con Mainardi e il suo staff. Nella prima parte dell’incontro sono stati illustrati gli scenari futuri sull’evoluzione del traffico merci in Europa e in Italia nei prossimi vent’anni e l’impatto sul trasporto ferroviario delle merci.
«Ottica nella quale», spiegano al comitato, «si colloca la necessità, entro un orizzonte temporale breve, di sciogliere nell’area del Nordest i nodi ferroviari esistenti al fine di riorganizzare e ottimizzare i flussi di traffico. Tra questi nodi quello a più elevata criticità è rappresentato proprio dal nodo di Mestre, da qui la valutazione del ripristino della circolazione dei treni merci lungo la linea dei Bivi nel tratto di interesse per l’area del Terraglio».
«È stato anche chiarito che l’ipotesi del cosiddetto tunnel in gronda lagunare», spiegano ancora al Cobiter, «al di là della sua possibile concreta realizzazione o meno, non ovvierebbe al ripristino della circolazione dei treni merci lungo la linea dei Bivi essendo stato il tracciato in gronda lagunare, esclusivamente pensato per il solo traffico passeggeri».
Insomma volenti o nolenti, la tratta sarà riattivata perché non più procrastinabile. «Ci è stato detto con chiarezza», precisa in una nota il comitato, «che il ripristino della circolazione dei treni merci lungo la linea dei Bivi è una scelta strategica ritenuta ormai inderogabile. Possiamo opporci all’opera rischiando concretamente la semplice riattivazione tout court oppure sviluppare insieme agli enti preposti le scelte progettuali inserendo la riattivazione della linea dei Bivi nel contesto dell’opera di quadruplicamento della linea storica Venezia-Trieste e puntando ad una riqualificazione del territorio interessato dalla sua riattivazione».
I membri del comitato, durante l’incontro, hanno ribadito con fermezza la necessità che la qualità della vita dei cittadini che vivono nelle dirette vicinanze dell’infrastruttura ferroviaria resti ai livelli attuali sotto tutti i punti di vista: rumorosità, impatto ambientale, logistica. È stata infine rimarcata l’alta densità abitativa e residenziale dell’area in cui passa la linea e l’ulteriore frattura che si verrebbe a creare se l’opera non fosse pensata nel modo migliore, in un territorio già più volte colpito da infrastrutture che lo dividono creando notevoli problemi di vivibilità. Basti pensare alla tangenziale, al Terraglio, all’Sfmr.
Marta Artico
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