L’ultimo tango del “Contatto”: il club di Spinea ha chiuso dopo 26 anni

Nel capannone di Spinea arrivavano ballerini da mezza Italia per le serate con ospiti famosi. Causa Covid non si danza più da febbraio 2020. «Vestiti e arredi donati ad altre milonghe» 

SPINEA. Il Covid fa un’altra vittima culturale illustre. Nemmeno quasi trent’anni di attività ed i passaggi dei maggiori insegnanti di ballo italiani ed esteri questa volta servono a salvarla. Con l’impacchettamento delle ultime suppellettili e dei ricordi di una intera vita, sabato è definitivamente terminata l’attività del Club Contatto di Spinea, un vero e proprio pezzo della storia culturale della città, conosciuto ed apprezzato da tanti appassionati del tango in tutta Italia che spesso, per venire a ballare il sabato e la domenica nel capannone di via del Commercio, affrontavano anche centinaia di chilometri.

Ora il titolare del capannone ha deciso di vendere e i responsabili del Contatto non se la sono sentita di portare avanti una attività che, causa virus, è ferma da un anno e più.

«Da febbraio dell’anno scorso», spiega Gilberto Berton, 85 anni portati benissimo, da fiero tanguero e fondatore del club assieme alla socia Silvana Miotto, «siamo riusciti ad organizzare solo tre serate di ritrovo tra amici, senza ovviamente poter ballare.

La nostra non è una chiusura per stanchezza o altro, ma proprio perché costretti dagli eventi. Altrimenti avremmo continuato ancora per chissà quanto tempo, sempre con la stessa voglia di fare e la completa indipendenza, data dalla bellezza del tango». Il Contatto Club, nato nel 1995, si era affermato nel corso del tempo come uno dei principali locali del nordest per chi voleva avvicinarsi all’arte del tango, con la presenza come ospiti di numerosi maestri italiani e sudamericani e selezioni musicali classiche con “tande” e “cortine” a far da padrone.

«Non solo ballo», aggiunge Berton, «Ma l’orgoglio di aver organizzato nel corso della nostra esistenza anche molti appuntamenti di solidarietà e beneficenza, tra i quali ricordo soprattutto le raccolte fondi per Emergency e per i terremotati emiliani con una incredibile serata tra tango, vino e parmigiano».

Nel circolo privato di via del Commercio ora restano in pratica solo le pareti e qualche mobiletto: «Abbiamo portato via una intera esistenza di ricordi che, però, non andranno persi. Molti dei vestiti e degli arredi li doneremo ad altre scuole e milonghe in Italia con le quali abbiamo già collaborato, sperando così di aiutarle in un periodo difficile per tutti. Questa scuole ci hanno già invitato ad andare a ballare da loro e non è detto che, passato questo periodo, non si decida di tenere viva la memoria del club on the road. Prima, però, vedremo se si riuscirà ad organizzare un arrivederci a Spinea».

La città, intanto, si è stretta attorno ad uno dei suoi orgogli dal punto di vista culturale. «Il Contatto e voi, straordinari padroni di casa», dice Angela, «rimarrete sicuramente nel cuore di tutti. Forse non è un caso succeda proprio il giorno nei giorni di Pasqua. Sarà l’inizio di un altro viaggio per voi, diverso ma altrettanto ricco». 

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