L’ospedale San Camillo presente a Venetonight con “Usa la mente”

LIDO L’ospedale San Camillo è presente in questi giorni alla Venetonight 2018 grazie al suo progetto “Usa la mente”, per presentare al pubblico gli studi della struttura degli Alberoni. La notte...
----- Original Message ----- From: lisa.derossi@libero.it To: n.pellicani@nuovavenezia.it Sent: Tuesday, February 22, 2011 4:38 PMSubject: fotoHo problemi con il server, te le devo mandare una alla volta... - L'ospedale San Camillo
----- Original Message ----- From: lisa.derossi@libero.it To: n.pellicani@nuovavenezia.it Sent: Tuesday, February 22, 2011 4:38 PMSubject: fotoHo problemi con il server, te le devo mandare una alla volta... - L'ospedale San Camillo

LIDO

L’ospedale San Camillo è presente in questi giorni alla Venetonight 2018 grazie al suo progetto “Usa la mente”, per presentare al pubblico gli studi della struttura degli Alberoni. La notte dedicata alla ricerca scientifica, che quest’anno si titola Invisibili, è l’occasione per mostrare alla gente le potenzialità del lavoro svolto dall’Irccs del San Camillo, confrontandosi con laboratori adatti sia ai più grandi che ai più piccoli.

L’ospedale San Camillo da sempre fa della ricerca scientifica uno dei suoi punti di forza. «Come riusciamo a pensare, parlare, muoverci o a sognare? Gli scienziati non hanno una risposta definitiva a questo interrogativo, ma sappiamo che in qualsiasi aspetto del funzionamento della mente, questa ha un ruolo fondamentale nell’attività del cervello» sottolinea il ricercatore Giorgio Arcara, referente del progetto che viene presentato a Venetonighet 2018 dall’ospedale privato degli Alberoni. «Le diverse parti della nostra testa riescono infatti a comunicare tra loro tramite segnali elettromagnetici, che possono essere registrati tramite apposite apparecchiature. Nella nostra installazione mostreremo come non sia affatto fantascienza monitorare e imparare a modificare tale l’attività elettromagnetica. Tramite alcuni giochi sarà possibile provare a spostare palline, imparando a modulare l’attività del cervello».

Un principio, questo, utilizzato anche in alcune attività all’avanguardia dell’ospedale, in applicazioni note come Brain computer interface, dove viene registrata l’attività cerebrale del paziente, a cui viene insegnato come modularla, in modo da poter potenziare l’efficacia dei trattamenti di riabilitazione. —

S. B.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia