Gps nascosto sotto il sellino, così è stato scoperto il park bici sospetto al Lido di Venezia

Il mezzo rubato ed altri venti riverniciati di fresco erano celati da una tenda, una donna denunciata per ricettazione. La testimonianza: «Tra i mezzi nel deposito, anche uno rubato a una mia vicina di casa lo scorso anno»

Maria Ducoli
Il telone che nascondeva la bicicletta rubata
Il telone che nascondeva la bicicletta rubata

Le rubano la bici, ma grazie a un geolocalizzatore installato sotto la sella riesce a localizzarla. E trova un arsenale di biciclette rubate.

È successo al Lido sabato 11 luglio. Un episodio che arriva dopo una pioggia di segnalazioni e lamentele online sui furti di biciclette, ripresi a pieno ritmo con il ritorno dell’estate. E, forse, si è capito il perché.

Il furto

«Sabato sera ho parcheggiato la bici all’interno del mio condominio, in via Lamberti ma domenica mattina non c’era più», racconta una giovane lidense, «allora sono andata in giro a cercarla, tra San Nicolò e gli imbarcaderi, pensando che magari qualcuno l’avesse abbandonata lì. Poi mi sono ricordata che avevo messo un geolocalizzatore sotto la sella».

Così, la donna con lo smartphone è riuscita a rintracciare la sua bicicletta, in una laterale di via Sandro Gallo.

L’arsenale

Qui, nel giardino di un’abitazione privata, non ha trovato solo il proprio mezzo a due ruote, ma anche altre venti bici, nascoste sotto un tendone. «Erano tutte di pregio», racconta, «tutte tenute molto bene, verniciate di nero o di bianco e con un secchio sul sellino, in modo che non fossero riconoscibili. Anche la mia era pronta per essere pitturata».

La donna non ha perso tempo e ha subito chiamato i carabinieri. Arrivati sul posto, hanno chiesto conto dell’arsenale di bici alla proprietaria della casa e al figlio, che si è subito detto estraneo ai fatti. La donna, invece, avrebbe raccontato ai militari di aver «trovato in giardino» tutte quelle biciclette. Una spiegazione che di certo non ha convinto i carabinieri, che ora stanno indagando sul caso.

«Da quanto ho potuto vedere», racconta ancora la donna che ha scoperto il deposito di mezzi rubati, «diverse biciclette erano state ridipinte di nero o di bianco, probabilmente per renderle meno riconoscibili, e molte avevano il sellino coperto con dei secchi. Si trattava di bici di valore, con caratteristiche simili, come i sellini in pelle».

La denuncia

«Ho sporto denuncia per ricettazione», aggiunge la donna, «e grazie al geolocalizzatore ho potuto riportare subito a casa la mia bici. Tra quelle trovate nel deposito, anche una rubata a una mia vicina di casa, lo scorso anno».

Le segnalazioni online

Intanto, sui social i residenti del Lido continuano a segnalare furti di biciclette, un fenomeno quasi all’ordine del giorno che molti pensavano fosse legato a qualche bravata da ragazzi.

Sotto, invece, potrebbe esserci molto di più: un’organizzazione familiare che non solo le ruba, ma le rimette a nuovo, magari per rimetterle sul mercato e, quindi, guadagnare.

 

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