Lido, oggi a San Nicolò l’ultimo saluto a Cristina

Brasiliana trapiantata in città e sposata con un maresciallo del Lagunari era sull’aereo Airfrance precipitato due anni e mezzo fa nell’oceano Atlantico

di Massimo Tonizzo

LIDO

A due anni e mezzo dalla tragedia del volo Airfrance costata la vita a oltre duecento viaggiatori al rientro da Rio de Janeiro in Francia, anche la seconda residente a Venezia coinvolta, la brasiliana Cristina Silva De Oliveira potrà ricevere la degna sepoltura e porre fine almeno in parte allo strazio sopportato dalla figlia Natalia, unica sopravvissuta perché rinunciò al viaggio in Brasile.

Oggi alle 10.30 nella chiesa di San Nicolò al Lido si potranno finalmente svolgere i funerali di Cristina De Oliveira, la sfortunata donna che il primo giugno 2009 precipitò tragicamente in mare assieme al marito, il maresciallo cinquantunenne dei Lagunari Enzo Canaletti. mentre si trovava a bordo dell’Airfrance di ritorno da Rio De Janeiro, dove si erano recati per una visita di controllo alle attività di volontariato per le quali si erano impegnati. Il mare ha impiegato alcuni mesi a restituire la salma di Enzo, e un’ulteriore anno e mezzo per restituire ai familiari anche Cristina. Ora, dopo la cerimonia, che si preannuncia molto partecipata e commossa, il feretro verrà tumulato nel cimitero di San Michele, a Venezia, accanto a quello del marito e degli altri familiari, con i quali Cristina sarà finalmente riunita.

Crisitna Silva De Oliveira era una donna molto attiva e apprezzata al Lido e a Venezia. Oltre alla sua attività di traduttrice per il tribunale e ad una laurea conseguita da pochi anni, lavorava infatti per aiutare l’integrazione delle donne straniere in Italia come responsabile veneziana per l’Associazione Ciods e, tramite l’associazione stessa e con l’aiuto del marito, era l’organizzatrice del Mercatino della Solidarietà che, dopo un inizio nell’area del Blue Moon, aveva assunto cadenza mensile diviso tra l’area coperta dell’ex mercatino di Via Lepanto e, nei periodi estivi, di Piazzale Santa Maria Elisabetta. I fondi ricavati andavano ad aiutare le iniziative che il Ciods gestiva tra l’America Latina e l’Africa, tra le quali la struttura di ricovero per giovani madri alla periferia di Rio de Janeiro, proprio quella casa che i due sfortunati coniugi si erano recati a visitare a metà 2009. I coniugi Canaletti, che abitavano al Lido in via Morandi nelle vicinanze dell’aeroporto, erano infatti di ritorno dal soggiorno in Brasile per curare le iniziative che Angela Cristina teneva come rappresentante dell’Associazione. Per quel tragico volo Cristina aveva voluto accanto a sé anche il marito Enzo, che di solito non la seguiva in queste sue trasferte, mentre la figlia Natalia, che in un primo momento sembrava dovesse seguirli, era forunatamente rimasta al Lido per impegni di lavoro.

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