Dallo shawarma ai gyoza: al liceo Bruno sfida di piatti etnici con Religio Masterchef

Il format ideato dal professor Mingardi per conoscere le culture straniere. Hanno partecipato quasi duecento studenti

Marta Artico
Uno dei gruppi vincitori
Uno dei gruppi vincitori

 

Il premio per il migliore gusto e bontà, lo hanno vinto i Food Attack, il gruppo formato da Anisa, Cristina e Joha, tre ragazze della seconda C che hanno dato vita al Pocket Shawarma, il popolare piatto mediorientale a base di carne marinata, ma realizzato con il pane da tramezzino, per fondere gusti e culture.

Il premio speciale della giuria è andato a Pentola Comune, il team della 2H formato da Giovanni, Lorenzo e Tommaso, dal titolo Food Unites People, una bandiera divisa in due infilata tra i chicchi di riso basmati, quella di Israele e quella della Palestina: pane azzimo e maqluba, ingredienti mischiati in nome della pace: «In questo contesto storico» spiegano «abbiamo voluto significare che il cibo è uno per tutti, come la comunità». Se fossero loro, capi di Stato, di sicuro la guerra la fermerebbero.

Venerdì mattina al liceo Bruno Franchetti, è andato in scena Religio Masterchef, il format ideato dal professore di religione Renato Mingardi, assieme alle colleghe Doriana Fonte e Chiara Caputo, che ha visto la partecipazione di quasi 200 studenti delle classi seconde, i quali si sono cimentati ai fornelli, studiando le origini delle fedi e quanto cultura tradizione e credo si fondano nel cibo.

La migliore presentazione del piatto è andata a Cacao Meravigliao, la classe 2A (Marta Anna, Caterina e Nicolò) ha prodotto un magistrale Choco Culto: una composizione che scava nelle origini dei piatti a base di cioccolato, a cominciare da quello Azteco usato nei riti Maya. Il nome più originale è il Couscus Clan, della 2C: Sole, Alice, Sara e Beatrice hanno cucinato un piatto dal titolo Tra Spezie e Fiori. La classe E si è portata a casa la coppa Religio Masterchef 2026 che l’anno prossimo consegnerà ai futuri vincitori.

Spazio a fantasia, piatti unici, idee originali come quella del gruppo Kong-Fu-Sion, del team di Fede ai Fornelli e Habemus Pappa. E che dire di Ramangiam, Gang&Ganash, il Pasticcere della Pace, il Mestolo della Mezza Luna. I For Sins, hanno cucinato il pollo fritto disossato, tradizione natalizia nella cultura giapponese, chiamato alla “Orientali’s Karma”, mettendoci un po’ di musica dentro e capovolgendo la canzone di Francesco Gabbani. Dagli arancini rivisitati, alle zeppole di San Giuseppe della tradizione cristiana, fino ai mochi, i gyoza cinesi, le lasagne. Los Hijos De Dios, della 2l, ha preparato il Sarmale, un cibo dell'Est Europa tipico della cucina ispirata ai cristiani ortodossi.

La giuria di assaggiatori, non si è risparmiata. La commissione era formata da padre Avram Matei, parroco della chiesa ortodossa di Santa Lucia, Sadmir Aliovisky, presidente della Comunità Islamica di Venezia, don Stefano Cannizzaro, parroco della Beata Vergine. Un gruppo affiatato, del quale facevano parte anche Francesca Faccini (cooperativa Controvento) e in testa Massimo Gribaudo, direttore della Fondazione Don De Pieri. A testare i piatti anche Tessa Toffanello, rappresentate Ata dell’Istituto.

Una mattinata di condivisione e impegno, che tornerà anche l’anno prossimo, ancora più partecipata. Premi? Una cena a Forte Marghera, offerta dalla Fondazione De Pieri.

 

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