L’ex gruista, il marinaio, la volontaria: le vittime del Covid senza l’ultimo abbraccio

MESTRE. Ancora un lungo elenco di vittime: tre nell’ospedale di Mestre, due nell’ospedale di Dolo. Il più giovane aveva 52 anni, il più anziano 83. Le loro storie intrecciano la vita di molti: c’è Dino l’ex gruista del Porto, Lucia la volontaria dell’Unitalsi, Dino l’ex ufficiale di Marina militare, Vincenzo che, rimasto vedovo, aveva ricostruito la sua vita, Maria la volontaria in parrocchia. Francesco, di cui parliamo nella pagina accanto, giovane - aveva 52 anni - impiegato alla Leonardo, in ufficio fino a pochi giorni fa.
Vite che hanno rappresentato per i loro congiunti e per le loro comunità dei punti di riferimento. Con le disposizioni governative, sono stati strappati violentemente alla vita e privati persino dell’ultima carezza, dell’ultimo abbraccio, di un funerale dignitoso. Sono le storie comune delle vittime da Covid-19.
Vincenzo Di Tecco, 79 anni, Mestre. È morto lunedì, nell'ospedale Dell'Angelo, dove era ricoverato, Vincenzo Di Tecco, di 79 anni. Nei giorni scorsi era risultato positivo al Coronavirus. L'uomo era originario della frazione di Zelarino, dove viveva tuttora fino al ricovero all’ospedale dell’Angelo.

Vedovo da una quindicina di anni, dopo il dolore, Di Tecco era riuscito a ritrovare l'amore grazie a Elena, la compagna attuale, vicino a cui aveva riscoperto la gioia di un sorriso. Era padre e nonno. Il figlio Lorenzo è militare, con un passato di missioni all'estero. Ed era nonno di Francesco, ancora adolescente. Oltre a loro e alla compagna, lascia i due fratelli, Gabriele e Silvio, e la nipote Elda.
Maria Franzoi, 79 anni, Mestre. Non ce l'ha fatta Maria Franzoi: il cuore della donna ha smesso di battere lunedì, in un letto dell'ospedale Dell'Angelo, dove era ricoverata da qualche settimana. Anche lei risultata positiva al Coronavirus. Le difficoltà respiratorie le sono state fatali. Vedova Prosdocimi, la donna aveva 79 anni. Risiedeva a Zelarino, in via Scaramuzza, la donna era molto conosciuta nella piccola frazione, soprattutto all'interno dell'ambiente della parrocchia. Casalinga, lascia le figlie, le nipoti, il fratello e la sorella. Le esequie avverranno in forma privata, celebrate dal parroco della chiesa di Maria Immacolata e San Vigilio, alle 11 di domani. Nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Dino Alessandrin, 83 anni, Borbiago di Mira. A Borbiago di Mira il Coronavirus si porta via all'età di 83 anni Dino Alessandrin, ex gruista al Porto di Venezia, da anni in pensione. L'uomo che abitava con la moglie in via Genova al civico 1 a Borbiago, era un grande appassionato di bocce, sport nel quale aveva vinto nei decenni scorsi tanti tornei e anche di pesca. A raccontare cosa è successo, è la figlia Katia che ora si trova in quarantena con la mamma e il fratello nella casa del papà .

«Mio papà – dice Katia – non aveva particolari problemi di salute non aveva mai avuto problemi ne di cuore ne respiratori. Era conosciutissimo in paese per la sua simpatia e spontaneità. E' stato ricoverato a causa di qualche problema di febbre alta a metà della scorsa settimana. E' stato portato all'ospedale di Dolo e il mio papà non lo abbiamo più rivisto. La tosse non era neanche tanto pronunciata. Sabato ci hanno avvertito che era stato infettato dal corona virus. Poi ci hannio avvertito che era stato colpito da una polmonite devastante. Infine ci è stato detto he non ce l'aveva fatta». Ora la famiglia Alessandrin è chiusa in casa in quarantena e dovrà rimanerci fino al 4 aprile. «Per ora – conclude la figlia Katia – nessuno di noi accusa dei sintomi. Neanche mia mamma Maria. Speriamo che a questa tragedia che ci ha sconvolto non si aggiungano altre complicazioni». Dino Alesandrin lascia la moglie Maria Mialich i figli Roberto e Katia. I funerali saranno organizzati nei prossimi giorni, secondo le regole previste dalle disposizioni governative.
Alfredo Lella, 72 anni, Olmo di Martellago. Poco prima di mezzogiorno di ieri, è spirato Alfredo Lella, 72 anni di Olmo di Martellago. L’uomo soffriva già di alcune patologie renali e il Covid-19 gli è stato fatale per l’aggravarsi della situazione. Poco più di due settimane fa, ha avuto un malore in casa ed è stato trasferito al pronto soccorso, dove i medici, dopo il tampone, hanno riscontrato la positività. Nel frattempo, i familiari sono stati messi in quarantena – già terminata e stanno bene – mentre il quadro clinico di Lella si è aggravato nelle ultime ore. Originario di Cavarzere, poi con la famiglia si era trasferita a Chirignago, mentre dai primi anni Sessanta, dopo essersi sposato, risiedeva a Olmo. Pensionato dal 2005, era un ex ufficiale di Marina. Dopo il diploma al Pacinotti di Mestre come perito industriale, era responsabile vendite della Sami di Noale, specializzata nella costruzione di valvole. Lascia la moglie Maria, i figli Sabrina e Stefano, il nipotino, un fratello e una sorella.

Lucia Lionello, 81 anni, Mestre. Se ne è andata domenica, a 81 anni. Sconfitta da quello stesso male che, nelle fila della Lilt, aveva provato a mettere al tappeto, affiancata da centinaia di altre donne. A strapparla all'affetto del marito Bruno Malaguti, presidente del centro dei diritti del malato, della figlia Micaela e dei due nipoti è stato un tumore, contro il quale combatteva da tempo. Forse "aiutato" dal Covid-19, che la donna aveva contratto durante il suo ultimo ricovero nell'ospedale Dell'Angelo, dove è morta. Fisioterapista in pensione, aveva lavorato nel centro di via Cappuccina, mentre abitava in corso del popolo.

Sono in tanti ora a ricordarla con affetto. Dopo aver sconfitto un fibroma ormai 25 anni fa, Lionello aveva subito capito quale sarebbe stata la sua battaglia: aiutare le donne che si erano ritrovate nella sua stessa situazione. Per questo, con i titolari della palestra Happy Forme di via Trentin, aveva iniziato a organizzare dei corsi gratuiti di ginnastica riabilitativa per donne mastectomizzate. Ma non solo: era presto diventata uno dei volti della Lilt, dell'Unitalsi, oltre che della parrocchia del Sacro cuore e di casa Taliercio. Tante vite intrecciate in una. E in ognuna di queste Lucia ha lasciato il segno. —
Alessandro Abbadir. Laura Berlinghieri. Alessandro Ragazzo . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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