«Le verifiche sono infarcite di falsità»

«Non so se riusciamo a passare in azienda domani perché in ufficio è arrivata una grana. Comunque verso le 11 ti chiamo e ti saprò dire. In ogni caso anche se non veniamo sarà come se fossimo venuti. Dovrà infatti risultare che ho acquisito delle dichiarazioni di parte. Ti spiegherò domani alle 16.45. Ok?». Dicembre 2016, alla “Alles Fisch srl” di Chioggia è in corso una verifica dell’Agenzia delle Entrate. Francesco Cotticelli, 54 anni, funzionario dell’area Imprese - Medie Dimensioni dell’Agenzia di Venezia, invia un messaggio WhatsApp al commercialista chioggiotto Augusto Sartore, che è consulente fiscale dell’azienda, per avvisarlo che in ogni caso non ci sarebbe stato alcun problema. Il messaggino è stato riportato dal gip Alberto Scaramuzza nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari (scattati mercoledì mattina) per Cotticelli, accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. Secondo i pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, Cotticelli ha aggiustato le verifiche nei confronti di due società che si erano affidate al commercialista Sartore. In cambio ha ricevuto dal professionista in un caso 5.000 euro e in uno 8.000 più alcune cene.
Rileva il gip che «In effetti dagli atti della verifica risulta che i funzionari dell’Agenzia delle Entrate in data 20 dicembre 2016 si sono recati in azienda dalle ore 11.45 alle ore 16 ed hanno redatto il processo verbale giornaliero attestando di aver continuato la ricostruzione delle quantità vendute. Non risultano in atti acquisite dichiarazioni di parte». Scrive il gip che si tratta «di verifica certamente infarcita di falsità ed incongruenze, dimostrante una particolare complicità tra Sartore, Cotticelli e il soggetto verificato».
«Non farli arrabbiare». «Quando mandi f24 acquachiara?», chiede Sartore. «Tra qualche giorno… devo però spiegarti una cosa che dovrai fare», risponde Cotticelli, «Ma tu perché mi fai arrabbiare i colleghi? Poi loro chiedono un parere a me ed io non so cosa dire». Replica il commercialista: «Perché rompono i co…!». Il gip evidenzia come «Quando altri funzionari pongono problemi alla pratica L’Acquachiara, Sartore chiede a Cotticelli di intervenire» usando peraltro il termine «addomesticare».
Attenzione. Tra Cotticelli e Sartore il rapporto è strettissimo, fatto soprattutto di mail inviate indirizzi privati, messaggini su WhatsApp e incontri in luoghi “neutri” («Alle 18 al baretto in via Milano»). E anche quando i contatti sono ufficiali, tutto è all’insegna della massima discrezione. «Posso telefonarti?» chiede via sms Sartore. «Sì, ma attenzione», replica Cotticelli.
Titolari non indagati. Le indagini non hanno consentito di trovare le prove a supporto del fatto che i titolari delle ditte sapessero che i soldi da loro pagati al commercialista servissero anche per “oliare” i controlli del Fisco.
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