L'avvocato dovrà risarcire il cliente con 34 mila euro
L'avvocato Mario d'Elia dovrà sborsare 34 mila euro a Luciano Marsili, noto ristoratore veneziano, a causa di un errore professionale che, stando alla Corte d'appello, avrebbe commesso. In realtà Marsili, difeso dall'avvocato Augusto Lizier, di sold ne aveva chiesti ben di più, 304 mila euro. I giudici di secondo grado hanno però ritenuto che la responsabilità dell'errore debba essere divisa esattamente per metà e così Marsili potrà riavere solo la metà di quello che ha perso. La vicenda risale al settembre 1999, quando il ristoratore aveva chiesto all'avvocato d'Elia, del quale era conoscente, di partecipare per suo conto ad un'asta giudiziaria, quella per l'hotel Madison di Jesolo. Per farlo aveva dovuto depositare una cauzuione presso la cancelleria del Tribunale lagunare di 132 milioni di lire. La norma prevede che l'avvocato possa partecipare e dichiarare in seguito il vero proprietario dell'immobile che il professionista si è aggiudicato. E in quell'occasione d'Elia aveva vinto, acquisendo l'albergo per un miliardo e 800 milioni. Entro tre giorni, però, avrebbe dovuto depositare l'intera cifra. Cosa che non era avvenuta: in questo modo non solo aveva perso l'opzione sull'immobile di Jesolo, ma anche i 132 milioni di cauzione, confiscati come prevede la legge. Marsili aveva fatto causa all'avvocato veneziano, ma in primo grado i giudici del Tribunale avevano sostenuto che non c'era alcuna responsabilità di d'Elia. Ora, la Corte d'appello ha in parte ribaltato la sentenza, scrivendo che al legale va imputata la superficialità di aver partecipato all'asta senza aver correttamente informato Marsili sulle modalità di essa, in particolare del rischio di verdersi confiscata la cauzione. Per i giudici di secondo grado, però, anche Marsili è in parte responsabile, in quanto la decisione di non versare il saldo per l'acquisto dell'immobile non sarebbe stata una scelta autonoma dell'avvocato, ma sarebbe stata concordata tra loro. (g.c.)
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