Lavoratori e imprenditori uniti per salvare il porto lagunare

Appuntamento al centro Santa Maria delle Grazie per sbloccare la manutenzione  dei pescaggi nei canali navigabili ed evitare una flessione dei traffico delle merci

Lavoratori portuali fianco a fianco di manager e dirigenti delle società che gestiscono terminal e banchine portuali (da Vecon a Tiv, Multi Service, Tri, ecc.), agenti, spedizionieri e altri operatori del settore, compresi i titolari della Panfido Rimorchiatori e delle più grandi aziende di autotrasporto che operano qui.

Uno sorta di “stati generali” del porto di Venezia e Chioggia che domani mattina si riunirà a Mestre, nel centro di Santa Maria delle Grazie, per l’assemblea aperta al Comune di Venezia all’Autorità di Sistema Portuale, indetta dai sindacati di categoria Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uil Trasporti che hanno ricevuto dai lavoratori un pacchetto di tre giorni di sciopero per sbloccare i dragaggi manutentivi per rendere i pescaggi dei canali adeguati ai traffici di merci tuttora bloccati dalle autorità competenti». Del resto ,anche gli stessi dati sui traffici portuali nei primi nove mesi di quest’anno, sono in continua flessione. «Nonostante i nostri allarmi, in molte banchine del porti di Venezia e Chioggia – scrivono in un comunicato unitario i tre sindacat idi castegoria di Cgil, Cisl, Uil veneziana – il lavoro continua a rallentare. L’accesso nautico delle navi è ancora limitato dal problema dei fondali. Si sa cosa serve e come risolvere il problema. Bisogna fare le manutenzioni dei canali ma le decisioni sulla manutenzione sono perse nella burocrazia tra la Commissione Salvaguardia e ministeri Trasporti e Ambiente». «Il sindaco Brugnaro, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino, la Prefettura e il Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche ci hanno ascoltato e sostanzialmente concordano sull’emergenza di fare gli escavi di manutenzione dei fondali dei canali –aggiungono isindcati – Le Imprese e le Associazioni datoriali dei porti di Venezia e Chioggia hanno condiviso le ragioni della protesta, le grandi preoccupazioni sul futuro del lavoro portuale, e l’urgenza di avere scelte e risposte per la manutenzione dei canali, non c’è una crisi delle aziende del porto e della merce, c’è una crisi della burocrazia e, se non decidono, una crisi della responsabilità. Vogliamo salvaguardare il lavoro del porto, vogliamo che le imprese continuino ad investire, vogliamo che le navi continuino ad arrivare sulle nostre banchine». Per i sindacati dei portuali: «è ormai evidente la responsabilità delle Istituzioni e del Governo nella decisioni da assumere per far convivere il lavoro, l’ambiente e la salvaguardia della Città, che non sono e non devono essere in contrapposizione. Una programmazione di manutenzione ordinaria dei canali, come per le strade e come per qualsiasi infrastruttura o mezzi, è indispensabile per il suo funzionamento e la sua efficienza». «Non fare la manutenzione dei canali – concludono – è come scegliere di affossare la portualità, di mettere a rischio centinaia di imprese e migliaia di lavoratori». —

G.Fav.

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