«L’assordante silenzio sul canile di S. Giuliano»

“L’assordante silenzio del Comune sul canile di San Giuliano” preoccupa le associazioni animaliste. Enpa, comitato tutela cani di S. Giuliano, Lav, Lega nazionale per la difesa del cane, Oipa, Ciotole piene e pance felici e Alani rescue sottoscrivono un comunicato congiunto per ricordare che sono passati due mesi dalla commissione consiliare che al Municipio di Mestre ha discusso del canile di San Giuliano fermando il trasloco della quarantina di animali a Musile di Piave. Una commissione che doveva ritrovarsi 15 giorni dopo le comunicazioni del Comune e che è saltata invece poche ore prima della convocazione per poi non essere più convocata. «O l’amministrazione è ancora a caccia di una soluzione e brancola nel buio o il Comune ha deciso di lasciar cadere tutto nel vuoto, non muovere un dito, di tenere un profilo basso e silenzioso», denunciano le associazioni, «con scarso senso delle istituzioni e ancor meno rispetto dei propri cittadini, pensando che prima o poi dimentichino il problema? Entrambe le soluzioni fanno arrossire se si pensa che stiamo parlando di una città importante come Venezia».
L’assessore Massimiliano De Martin nei giorni scorsi aveva spiegato che c’era ancora bisogno di tempo, per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
Ma le associazioni ora denunciano «il caos e la poca chiarezza con cui Comune e Asl hanno operato».
E si chiedono, a questo punto, dove siano «il Comune, l’assessore De Martin, il sindaco, primo “proprietario” dei cani di San Giuliano». «Ad oggi è accertato che tutti i lavori dichiarati dal gestore come imminenti, a distanza di due mesi, ancora non sono stati realizzati. In altre parole gli ospiti del canile sono esattamente nelle condizioni non adeguate evidenziate da più parti durante la commissione», affermano le associazioni intenzionate «a mettere in atto ogni azione utile a dare soluzione al problema, pronte a intraprendere tutti i percorsi necessari al fine di garantire migliori condizioni per gli animali del canile e per gli stessi volontari vista l’accertata presenza di amianto».(m.ch.)
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