L’arte piange Beatrice Susa, scomparsa a soli 36 anni

VENEZIA. È riuscita a realizzare il suo sogno, quello di portare l’arte al centro della vita di migliaia di persone. In questi giorni il mondo dell’arte e Venezia sono in lutto per la perdita di Beatrice Susa, 36 anni, mancata qualche giorno fa dopo una feroce malattia. Grazie alla forza di volontà e alla tenacia di chi porta avanti un progetto in cui crede, Beatrice aveva ideato il Premio Arte Laguna, giunto quest’anno all’undicesima edizione e conosciuto in tutto il mondo. La donna, veneziana, aveva l’ufficio a Mogliano, ma viveva con il marito Enrico Mancosu vicino a San Samuele. «Ci siamo conosciuti 16 anni fa e non ci siamo mai lasciati», ricorda il marito, «Era sempre sorridente e molto in gamba. Con la sua voglia di sognare, ha fatto sognare a sua volta migliaia di persone. Beatrice era una donna davvero creativa e una bravissima imprenditrice. Da sola, con le sue forze e senza nessuna conoscenza, era riuscita a mettere in piedi un concorso e a utilizzare gli spazi delle Tese per valorizzare una parte della città che amava. Beatrice era un raggio di sole che irradiava vitalità e passione per quello che faceva».
Negli anni il Premio Arte Laguna aveva intercettato 42 mila artisti provenienti da 120 Paesi, portando in laguna ben 1.235 opere. Il team di lavoro, composto dalla squadra tutta femminile formata da Laura Gallon, Elena Bellio, Sara Tortato e Alessandra Lazzarin, era riuscito ad avere 99 partner internazionali e 75 giurati di 16 Paesi. «Nonostante la malattia, era sempre impeccabile e non ha mai perso il sorriso», ricorda Lazzarin, «Eravamo tutte legatissime perché questo lavoro di comunicazione lo fai con passione e alla fine passavamo tantissimo tempo tutte insieme. Continueremo a portare avanti questo premio insieme a Igor Zanti, curatore dalla prima edizione, perché anche lei lo avrebbe voluto».
Chi conosceva Beatrice, la ricorda sempre con un sorriso. «Era una persona estremamente empatica, cucinavamo insieme ed era entusiasta di realizzare qualsiasi cosa», ricorda il testimone di nozze Sebastiano Giorgi, «Amava Venezia, vogare e diceva sempre che non si sarebbe mai allontanata dalla città. Per noi che la conoscevamo è stata una perdita enorme, ma anche per la città che perde una persona giovane e attiva, un vero esempio di cittadina attiva e innamorata di Venezia». Beatrice lascia anche la mamma Barbara e la sorella Eleonora. Nei prossimi giorni si terrà il funerale, la data non è ancora stata fissata.
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