La laguna di Venezia e le sue creature negli scatti di Castelletto
L’esposizione delle foto di Lorenzo Peter Castelletto al Fontego dei Turchi racconta l’ecosistema di Venezia e delle isole tra fragilità e resilienza

Prove di sopravvivenza. Di resistenza al mare e alla terra. E di resilienza, in un ambiente che vive a metà fra terra e acqua. Le lagune sono ecosistemi costieri dove gli organismi viventi hanno affinato nel tempo sistemi di difesa molto efficaci. Devono sopravvivere all’acqua e anche al secco, quando la marea cala. Così le piccole “littorine”, conchiglie rotonde che vivono in gruppi, attaccate alla roccia, che si contendono i posti migliori nelle fessure al riparo dell’acqua. O le patelle, che sigillano il loro guscio per mantenersi all’interno l’umidità ideale per la vita.
E migliaia di granchi, piccoli crostacei, vongole. Fino al porcellino degli scogli, che vive appena sotto il livello del mare e delle acque nei canali interni. Fino alle cappe, caparossoli, corbole, piccoli crostacei che vivono sotto il fango nelle velme e nelle barene, scavando cunicoli a forma di U.
E le piante di laguna come la lattuga di mare, il limonio, la salicornia. Un mondo che sopravvive nella fascia tra terra e acqua, dove la marea sale e scende., sulle rive dei canali, le paline, le barene, il fango. Una vita scandita dai ritmi della marea, che va e vene ogni sei ore e costituisce in qualche modo “il respiro della laguna”, l’ossigenazione e il ricambio delle acque.

Una mostra e un volume su questo mondo a portata di mano ma spesso sconosciuto è stato messo a punto dal Museo di Storia Naturale. Aperta da domenica 7 giugno al Fontego dei Turchi nella Galleria dei Cetacei la mostra “Dentro e fuori dall’acqua, l’ambiente di marea dell’Alto Adriatico e in laguna di Venezia”. Scatti macro di grande qualità e impatto realizzati da Lorenzo Peter Castelletto, che ha realizzato la mostra in collaborazione con l’Istituto di Oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste e l’Area Maria Protetta di Miramare del Wwf .
Un’indagine scientifica che testimonia di come organismi animali e vegetali abbiano dovuto adattarsi per sopravvivere in questo ambiente molto speciale. Specie radicate e conosciute come il granchio verde, con la moeca, prossima alla muta con il carapace ancora molle, e la masaneta, la femmina carica di uova. E tipi arrivati da poco che minacciano l’equilibrio generale, come il Granchio blu. «Dedico questo lavoro a tutti i curiosi amanti della natura, a chi desidera scoprire il mondo e come funziona», dice Castelletto. «Raccontiamo l’ambiente di marea», dice la presidente della Fondazione Musei, Maria Cristina Gribaudi, «e dunque Venezia, città sospesa da terra e acqua».
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