La zona franca più larga primo passo a Roma

Incontro ieri al ministero dell’Economia con Zanetti e una delegazione veneziana A Marghera l’obiettivo è di portarla da uno a 40 ettari. «Bene il tavolo, si va avanti»
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, Sede Città Metropolitana, via Forte Marghera/ Conferenza "La zona franca: Asset strategico per lo sviluppo del territorio metropolitano"
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, Sede Città Metropolitana, via Forte Marghera/ Conferenza "La zona franca: Asset strategico per lo sviluppo del territorio metropolitano"

MARGHERA. Da uno a 40 ettari. Si allargherà la zona franca di Marghera. Il primo step passa per l’ampliamento del Punto franco, oltre al varco attuale del porto di Marghera, all’area di Fusina e la possibilità di utilizzare le aree portuali, e demaniali, nella zona Monte-Syndial. È questo il risultato dell’incontro al ministero dell’Economia e delle Finanze di ieri tra una nutrita delegazione veneziana e i tecnici coordinati dal viceministro Enrico Zanetti. E la soddisfazione degli attori fa capire che la strada intrapresa è quella giusta.

«Un bel risultato collettivo», manda a dire il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa. «L’obiettivo era creare un tavolo comune che portasse non ad una legge dai tempi lunghi ma ad un decreto interministeriale. Un primo passo che agevola, nel caso siano disponibili future nuove aree, un ulteriore ampliamento della zona franca», spiega Damaso Zanardo, co-delegato della Camera di commercio di Venezia e Rovigo presente al tavolo romano assieme a Marciano e Gottardello e a rappresentanti di Porto, Regione, Comune, Città metropolitana, dirigenti di Demanio e dogane e tecnici ministeriali.

«L’estensione della zona franca per noi è importante non per nuovi magazzini ma per lo sviluppo del manifatturiero e per il mantenimento dell’industria a Marghera», prosegue Zanardo. L’attuale punto franco è di circa 8 mila metri quadri; lo spostamento a Fusina favorisce il progetto delle autostrade del Mare. Per il manifatturiero si sono trovati ora altri spazi. «L’autorità portuale può mettere a disposizione fino a 90 ettari in zona Montefibre e Città metropolitana e Regione ora concordano sul fatto che la zona franca è strategica. Un concetto essenziale per fare marketing a favore dello sviluppo industriale in questo territorio e attrarre investitori».

Al rientro dalle ferie, gli incontri tecnici riprenderanno. Lo conferma il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti. «È emerso l’interessamento compatto di enti e categorie economiche. La linea di lavoro operativa punta allo spostamento del punto franco attuale su Fusina e ad un allargamento, utile al manifatturiero, nell’area Monte-Syndial. In futuro si potranno valutare anche altre aree di espansione. Lo spostamento a Fusina è una necessità avvertita dall'Autorità portuale e l’apertura sulle nuove aree è strategicamente importante». Il viceministro spiega che il tavolo tecnico proseguirà ora tra i tre dipartimenti ministeriali e gli uffici legislativi del governo per la stesura del decreto interministeriale. «Con enti e Porto ci aggiorneremo più avanti per individuare le esigenze e discutere le problematiche di alcune aree. Ma il risultato attuale è un input forte che può avere futuri sviluppi».

Mitia Chiarin

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