La vedova Vogel torna a Rialto: "Risarcisca anche il gondoliere"

VENEZIA. Processo per la morte del turista tedesco travolto da un vaporetto mentre era in gondola sul Canal Grande: gli avvocati di uno degli indagati, il pilota dell'Actv Manuele Venerado, hanno chiesto che vengano chiamati a rispondere, per quanto riguarda i possibili risarcimenti, i responsabili civili, cioè l'azienda dei trasporti lagunari per i suoi dipendenti e le assicurazioni del gondoliere e del tassista sotto inchiesta. Così il giudice veneziano Roberta Marchiori ha rinviato l'udienza preliminare al 23 aprile, per citarli.
Mercoledì, in aula, assieme al suo legale costituito parte civile, l'avvocato Lorenzo Picotti, c'era anche la vedova di Joachim Vogel, il turista tedesco schiacciato in un gondola e morto il 17 agosto 2013 in Canal Grande, all'altezza del ponte di Rialto.
La signora Schafer chiede un risarcimento di sei milioni di euro e per ora l'Actv ha sborsato un acconto di un milione. Tra l'altro, il suo avvocato ritiene che a dover contribuire al risarcimento debba essere anche l'assicurazione del gondoliere che li trasportava, anche se il pubblico ministero ha ritenuto che non abbia avuto alcuna responsabilità. Per l'avvocato Picotti, comunque, visto che li trasportava deve rispondere dal punto di vista civile.
E mercoledì, finita l'udienza, la signora Vogel è tornata a Rialto per la prima volta dopo quel tragico giorno. È tornata proprio sul punto del Canal Grande che ha segnato per sempre la sua vita. «Ho voluto essere nel luogo del dolore» ha detto. «Sono tornata» ha spiegato la donna, attraverso le parole tradotte dal suo legale, «per testimoniare il mio dolore e quello dei miei figli, vittime e testimoni dell'accaduto». «Uno dei tre», ha aggiunto, «ora non dorme bene la notte; la più piccola mi chiede se "andrà in prigione chi ha ucciso il papà". I miei figli non potranno mai più venire a Venezia, dopo quanto è accaduto».
Nessuno degli indagati per omicidio e lesioni colpose era presente. Oltre a Venerando sono Riccardo De Ambrosi e Fabio Zamboni, piloti dell'Actv, il gondoliere Daniele Forcellini e il tassista Franco Ambrosi.
Stando al capo d'imputazione, Venerando - alla guida del battello della linea 1 che viaggiava in direzione San Marco - ha investito la gondola con a bordo la famiglia di turisti tedeschi che si trovava ferma al pontile del Magistrato alle acque, mentre gli altri quattro indagati hanno «contribuito a determinare le condizioni necessarie al prodursi dell'incidente».
Quel giorno - come tanti - il traffico era caotico. Al centro della scena - secondo la ricostruzione dei consulenti dell'accusa, Antonio Morisieri e Lucio Borniotto - la gondola condotta da Forcellin, uscita dal rio del Fontego dei Tedeschi e poi in navigazione in mezzo al Canal Grande, d'intralcio ai vaporetti che transitavano. Venerando sarebbe andato ad una velocità superiore a quella compatibile con le condizioni di traffico e - provenendo da Rialto Mercato - sarebbe transitato sotto il Ponte, nonostante la presenza in senso contrario del battello della linea 1 condotto da Zamboni, invece di fermarsi per farlo passare. Lo stesso avrebbe dovuto fare incrociando l'altro battello, quello della linea 2 diretto in stazione condotto da De Ambrosi. Quest'ultimo, da parte sua - per evitare la gondola in centro canale - aveva sterzato verso sinistra, contribuendo a spingere di traverso la prua del vaporino di linea 1 di Venerando che, a quel punto - per riportare il mezzo in asse - avrebbe a sua volta accostato bruscamente, accelerando per poi dirigersi verso il pontile della fermata dell'1. In questo modo era finito con la poppa contro Vogel.
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