La ricostruzione alla Polizia «Era consapevole del gesto»
Da una prima ricostruzione dell’episodio e di come è finita a martellate, emerge che il tutto inizia tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. La madre come aveva fatto altre volte comincia a dire ad Alessandra di vaccinarsi. Questo perché lei si era stancata di dover uscire per le spese e mille altre incombenze famigliari. Le due donne quindi hanno continuato a discutere di questo per l’intero fine settimana. Discussioni pacate, tanto che nessuno degli altri due appartamenti della palazzina, aveva sentito parlare ad alta voce o altro che potesse far pensare ad una lite. Domenica la madre è tornata sull’argomento, prima al mattino e poi durante il pranzo. Discussioni che comunque avevano dei toni più accesi rispetto a quelli degli altri giorni. Ma nulla che facesse pensare a quello che poi è successo alle 14.30 circa. E dalla ricostruzione appare evidente che l’anziana non ha agito d’impeto ma, molto probabilmente, ha premeditato l’aggressione alla figlia Alessandra. A quell’ora la discussione dell’ora di pranzo era finita. Alessandra è seduta a tavola in cucina e sta usando il cellulare. Non è chiaro se sta giocando oppure chattando. Ad un certo punto entra Giuseppina, la figlia non si accorge e non sospetta nulla. Ma la mamma in mano ha una mazzetta da muratore che ha preso in un ripostiglio. Si avvicina alle spalle della figlia e a freddo, la colpisce una prima volta sulla testa. Poi alza nuovamente il grosso martello per altre due volte. Queste raggiungono la donna con minor forza perché la figlia in qualche modo ha una reazione è cerca di evitare le martellate. In questo frangente la vicina di casa sente le grida di Alessandra e avverte la polizia. Oltre agli agenti delle volanti sul posto sono intervenuti i loro colleghi della polizia scientifica. —
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