La polemica: «Basta con la marcia di Radetzky in Rai»
VENEZIA. Fenice in diretta tv a Capodanno e con il bilancio in attivo, per la prima volta dopo dieci anni. Si chiude con il segno positivo il 2011 del Gran teatro veneziano guidato da Cristiano Chiarot. Conti in ordine, record di spettacoli (113 rappresentazioni liriche, 55 concerti). E ancora una volta la diretta su RaiUno con il concerto di Capodanno e l’orchestra diretta dal giovanissimo direttore Diego Matheuz. Festa e un pizzico di polemica, nell’anno del 150esimo dell’Unità d’Italia. «E’ davvero curioso», ha esordito ieri il soprintendente Chiarot, «che nell’anno in cui si celebra l’Unità d’Italia in televisione nel pomeriggio finisca il teatro di Vienna con la Marcia di Radetzky di Strauss. Noi proponiamo Verdi, Traviata, Nabucco e Trovatore». Josif Radetzky era il maresciallo austriaco protagonista della repressione a Milano dopo gli scontri per l’indipendenza del 1848. E con le celebrazioni dell’unità – e dunque dell’indipendenza dagli austriaci conquistata nel 1861, a Venezia nel 1866 – c’entra pochino. Un sussulto di italianità nel teatro veneziano, che aveva ospitato nel marzo scorso il concerto della notte tricolore del 150esimo. Da nove anni le telecamere della Rai mandano in onda su Raiuno, all’ora di pranzo del primo giorno dell’anno, le immagini del concerto della Fenice. Che ha preso il posto del tradizionale concerto viennese. E stavolta l’«italianità» della musica assume un anche un significato simbolico.
Quattro le rappresentazioni previste dall’orchestra diretta dal ventisettenne venezuelano Diego Matheuz. Si comincia stasera alle 20, poi domani (ore 20) e sabato (ore 16). Infine domenica 1 gennaio 2012, con il concerto ripreso in diretta da Raiuno. Oltre a Verdi saranno eseguiti brani di Vincenzo Bellini e Giacomo Puccini, Mozart, Mascagni e Donizetti, Ponchielli, Nino Rota e la 5 sinfonia di Cajkovskij.
La presentazione del concerto nelle sale Apolinee è stata ieri occasione per tracciare un bilancio della stagione appena conclusa. Un record di rappresentazioni mandate in scena (168, quasi una ogni due giorni) e un’attività che ha raggiunto punte di eccellenza. «Abbiamo dovuto arrangiarci con le risorse che abbiamo», commenta Chiarot, «ma il risultato alla fine è molto positivo». «E’ stato raggiunto il pareggio di bilancio», spiega il professor Giorgio Brunetti, docente di Economia a Ca’ Foscari e vicepresidente della Fondazione La Fenice, presieduta dal sindaco Giorgio Orsoni, «e questo non succedeva dal 2002. Un dato che ci consente ora di fruire dei finanziamenti dello Stato su base triennale».
Attività «virtuosa» che ha consentito di mettere a frutto nel migliore dei modi i finanziamenti dello Stato (15 milioni e mezzo di euro nel 2011), prima tagliati poi in parte ripristinati dopo le dure proteste del mondo della cultura. Aumentando le rappresentazioni, anche se in qualche caso la scenografia è stata ridotta all’osso per questioni di budget, ma raggiungendo alla fine un risultato positivo.
Positivo anche il giudizio espresso dai veneziani e dai turisti, che nel corso del 2011 sono accorsi numerosi a concerti, balletti, opere liriche. Funziona anche la società strumentale Fest, creata dalla Fondazione per curare il bookshop e le visite guidate al teatro. In un anno ha registrato introiti per oltre un milione di euro. Dai biglietti venduti il teatro ha ricavato circa 7 milioni di euro, un milione e mezzo in più della stagione 2010.
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