La libreria sfrattata da Benetton nel 2011
Una volta c’era il cinema San Marco. Poi la libreria Mondadori, spazi che i nuovi proprietari – il gruppo Benetton – dovevano garantire alla città nel rispetto della convenzione. Adesso ecco l’ennesimo grande marchio, «il» marchio che finanzia la Coppa America e produce articoli di extralusso. La città cambia, ma la protesta non si ferma. Giovanni Pelizzato, titolare della Toletta e gestore dell Mondadori, ricorda lo sfratto subito nel gennaio del 2011. Via i libri per affittare alle Grandi firme. «Va semore allo stesso modo», dice sconsolato Pelizzato, «vincono sempre gli stessi. Eppure in sette anni abbiamo organizzato alla Mondadori 1200 eventi culturali, cambiato la geografia di Venezia. Ospiti come Travaglio, Stella e Caprarica, Asor Rosa, Margherita Hack e Piero Angela, Crepet e e Manfredi. Ma anche centinaia di autori minori, veneziani, fotografi e artisti. Un agorà dentro una libreria, che ha cambiato la geografia culturale della città. Poi tutti sanno com’è andata a finire». Qualche anno fa nell’area del cinema San Marco c’era il teatro Ridotto, e poi il cinema San Marco. Spazi pubblici, adesso di proprietà dei Benetton. Stessa storia che succede nell’ex palazzo delle Poste, lo storico Fontego dei Tedeschi a Rialto, anche questo acquistato da Benetton, come i locali delle Grandi Stazioni, l’isola di San Clemente e il Tronchetto, grandi store come i negozi di San Salvador. Approvata la sofferta delibera dalla giunta e dal Consiglio comunale, adesso il Movimento Cinquestelle annuncia battaglia. Da oggi saranno in piazza con i banchetti a distribuire volantini contro la «svendita» della città. Foto dei consiglieri che hanno approvato la convenzione, annunci di esposti alla Corte dei Conti per la «sottovalutazione» del reale valore dell’immobile, con possibile danno erariale. «E’ ora di fare chiarezza su queste operazioni speculative», tuona il grillino Davide Scano. Intanto in calle larga San Marco arrivano i vip per la festa di Vuitton nei locali dell’ex cinema e dell’ex libreria. L’avvocato Mario d’Elia, che ha lo studio a pochi metri dal nuovo negozio, ha inscenato una dura protesta e scritto una lettera al sindaco Orsoni. «Il disprezzo per i veneziani è grande», scrive, «ieri pomeriggio il passaggio è stato interrotto, il pontile della Biennale e la calle utilizzati a uso di questi signori. Non siamo più padroni degli spazi pubblici di questa città?».(a.v.)
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