La Guardia di finanza riconsegna un quadro

La collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ha consentito la restituzione allo Stato, da parte delle Fiamme Gialle, di un’opera di notevole valore....
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 05.12.2014.- Gallerie dell'Accademia. 10 opere scelte per il nuovo percorso.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 05.12.2014.- Gallerie dell'Accademia. 10 opere scelte per il nuovo percorso.

La collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ha consentito la restituzione allo Stato, da parte delle Fiamme Gialle, di un’opera di notevole valore. Infatti questa mattina nella sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza, il Generale di Divisione Bruno Buratti Comandante Regionale Veneto della Guardia di Finanza consegnerà nelle mani di Erilde Terenzoni, Segretario regionale Mibact per il Veneto il quadro «Ercole al bivio», opera realizzata da Giovanni De Min, nel 1813.

L’opera, che è stata custodita dal 1966 ad oggi dalla Guardia di Finanza di Venezia, farà ritorno dopo 50 anni alle Gallerie dell’Accademia, poiché scelta, in ragione del suo particolare pregio artistico, per arricchirne il nuovo percorso espositivo in corso di realizzazione sulla grande pittura dell’800, nel più ampio quadro del progetto di ampliamento delle superfici espositive.

Il quadro, dopo un breve periodo di restauro, sarà quindi uno dei punti di riferimento delle nuove sale, dove potrà godere di ampia valorizzazione e fruizione da parte del grande pubblico.

Nell’occasione, verranno inoltre illustrate le iniziative culturali e di collaborazione tra il Segretariato e la Guardia di Finanza. Giovanni De Min, nacque a Belluno il 24 ottobre 1786 dal conciapelli Giuseppe e da Lucia Schiochet, governante presso Francesco Maria Colle, professore nell'ateneo di Padova e successivamente consigliere di Stato del Regno Italico a Milano; questi assecondò l'inclinazione di Giovanni per la pittura, ponendolo appena decenne alla scuola del nobile dilettante Ludovico Sergnano a Belluno e quindi nella bottega dell'incisore Paolo Filippi. Passato poi sotto la protezione dei Falier di San Vitale, già mecenati di Antonio Canova.

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