«La Costa Victoria non venga a Venezia»
VENEZIA
Nave da crociera dall’India in arrivo a Venezia il 28 marzo. E’ la Costa Victoria, in navigazione da quasi due mesi, oggi in acque egiziane nel Mediterraneo. Da programma dovrebbe sbarcare i crocieristi, quasi tutti australiani, proprio in Marittima.
I comitati insorgono. «Non è possibile far attraccare proprio qui una nave con 770 passeggeri a bordo e 700 uomini di equipaggio, tra cui ci potrebbero essere anche contagiati da Coronavirus», attacca il portavoce di Ambiente Venezia-Comitato No Grandi navi Luciano Mazzolin, «guardate cosa sta succedendo a Savona con la Costa Luminosa e il 26 aprile toccherebbe alla Deliziosa». Per una volta in linea con il presidente della Regione Luca Zaia. «Non siamo disponibili a fare attraccare la nave», ha detto ieri mattina, «semplicemente perché non abbiamo le strutture per garantire loro sicurezza».
Gli stessi passeggeri ieri hanno rivolto un appello alla compagnia armatrice. «Non sbarcateci a Venezia, ma a Napoli, o a Civitavecchia», hanno detto ieri, «è pericoloso arrivare in una delle aree epicentro del contagio».
La compagnia armatrice cerca di tranquillizzare. «Formuleremo un programma che tenderà ad avere il minor impatto possibile per gli ospiti in transito», si legge in una nota, «offrendo alle autorità preposte l'usuale collaborazione. A bordo non risultano casi positivi di contagio».
Ma l’allarme è alto. I comitati hanno scritto ala ministra Paola De Micheli. «Decisioni importanti per la salute, che non possono essere prese in autonomia dalla Capitaneria di porto», dice Andreina Zitelli, «serve un intervento del governo». La nave ha 44 mila tonnellate di stazza. Dunque in teoria superiori alla soglia indicata dal decreto Clini-Passera. E il tema delle grandi navi in laguna viene adesso rilanciato. «Quando sarà finita questa emergenza», continua Mazzolin, «servirà un ripensamento generale». Dopo molte incertezze iniziali il ministero ha bloccato le crociere e l’arrivo di navi straniere nei porti italiani. Le stesse compagnie armatoriali hanno annunciato la sospensione delle crociere per la stagione in corso. Gli ambienti della nave, dove si è costretti alla contiguità, non sono l’ideale per isolare i contagi. Numerosi i casi di navi con malati a bordo che negli ultimi giorni sono state bloccate nei porti o trattenute in quarantena. L’emergenza sanitaria comunque riporta di attualità il problema delle grandi navi. «Non accetteremo che si torni alla situazione precedente», dice Mazzolin, «l’unica soluzione per questo tipo di traffico è un terminal fuori dalla laguna». Qualcuno ha anche messo vicine immagini scattate in questi giorni, di una via Garibaldi deserta e del Bacino San Marco senza traffico con le foto che avevano fatto il giro del mondo nei mesi scorsi, sulla scia degli scatti del grande fotografo Gianni Berengo Gardin, scomparso poche settimane fa a Milano. La grande nave che occlude la visione del Bacino, con la sua sagoma imponente e sproporzionata.
«Una visione che non vorremmo più avere», dice Mazzolin, «perché è evidente ormai come per vari motivi queste navi siano incompatibili con la laguna. Così come la loro produzione di fumi inquinanti, onde radar e sedimenti dal fondo sollevati dalle eliche». —
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