La Corte dei Conti promuove la Fenice

È una delle quattro fondazioni liriche italiane con i conti a posto e con una gestione efficiente
La Corte dei Conti “promuove” la Fenice nella relazione sul controllo dei conti 2015 delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Il teatro veneziano è infatti tra le quattro fondazioni italiane - con la Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino e l’Accademia Santa Cecilia di Roma - a non avere problemi gestionali e presentare i conti a posto, mentre altre otto sono sottoposte a Piano di rientro.


Una promozione implicita anche per il sovrintendente Cristiano Chiarot – ora alla guida del Maggio Musicale Fiorentino ma formalmente ancora anche a Venezia in attesa della nomina del suo successore da parte del sindaco Luigi Brugnaro - che ha gestito in questi anni la Fenice risanandone il bilancio, che ha chiuso in sostanziale pareggio (con un lievissimo utile)anche il consuntivo 2016.


«Nel complesso» scrive la Corte dei Conti a proposito della Fenice «la politica della Fondazione si caratterizza ormai con regolarità per rigore gestionale in un contesto produttivo che si impone per quantità e qualità delle rappresentazioni».


Buona la situazione patrimoniale e il livello delle entrate da bigliettazione del teatri e in diminuzione i costi di produzione e del personale. Calati nel 2015 del 25 per cento i contributi dei privati e del 20 per cento circa quelli degli enti territoriali - come Comune e Regione - che versano anche in ritardo i propri finanziamenti. È soprattutto questa la causa dell’aumento dell’indebitamento della Fenice per i magistrati contabili, arrivato nel 2015 a 28,5 milioni di euro. L’unico dato veramente negativo, ma che non dipende dalla capacità di gestione del teatro.


Anche il bilancio consuntivo 2016 - recentemente approvato - conferma il buon andamento della Fenice, con il Malibran. I ricavi da biglietteria sono saliti a 8 milioni e 640 mila euro e gli spettatori sono arrivati a 143.860, il dato più alto degli ultimi sei anni.


Cresce anche il numero delle manifestazioni annue, che sono in totale 423, con le rappresentazioni liriche a quota 145. Il “museo” della Fenice - con il tour delle visite guidate - ha visto oltre 180 mila presenze lo scorso anno.


La percentuale di occupazione dei posti del teatro si è attestata sul 90 per cento, ma siamo al limite, perché sarebbe aumentabile solo intervenendo nelle gallerie e in alcuni palchi laterali per migliorare i circa 200 posti che risultano di scarsa visibilità e ascolto e dunque si vendono con difficoltà.


Cresciuta del 5 per cento la quota dei biglietti venduti via Internet, che rendono oltre 3,8 milioni di euro, poco meno della metà delle entrate complessive da bigliettazione del teatro.


In leggero calo invece il numero degli abbonati, scesi di circa 400 unità, su un totale di poco meno di 28 mila.
(e.t.)


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