La confessione choc «Arrivai fino a Folgaria»

La rivelazione di Dekleva: la notte in cui sparì la moglie, lui andò nella casa di montagna passando per Cogollo, dove a ottobre fu trovato il cadavere
Di Nicola Endimioni

Esattamente un anno fa, la notte tra il 6 e il 7 luglio, Renzo Dekleva non arrivò soltanto a Vicenza come le indagini hanno portato alla luce. Andò oltre: attraversò il ponte di Sant’Agata a Cogollo del Cengio, proprio quello sotto il quale il 6 ottobre venne ritrovato il corpo di Lucia Manca. E arrivò almeno fino a San Sebastiano, un piccolo paese di 250 anime sull’altopiano di Folgaria, a pochi chilometri dall’appartamento di montagna di proprietà della famiglia.

La clamorosa rivelazione viene alla luce nell’anniversario della scomparsa (e probabilmente della morte) della bancaria di Marcon. A confessarlo è stato lo stesso Dekleva: lo ha detto all’ex compagna Cristina, in un confronto dai toni durissimi che si è consumato in un bar lungo la strada Ovest a Treviso lo scorso autunno, tre mesi dopo la scomparsa della bancaria e tre mesi prima dell’arresto di Renzo.

Nel giorno in cui Cristina accetta di incontrare l’uomo che l’ha ingannata e ferita (facendole credere di essere libero con una ex moglie a Milano), il cadavere di Lucia è già stato rinvenuto e Dekleva è già iscritto nel registro degli indagati per la laurea sospetta; sono trapelate anche le prime indiscrezioni sul segnale del suo telefonino agganciato all’1.55 a Rubano (Padova), un’ora in cui l’informatore farmaceutico avrebbe dovuto essere a casa, secondo le sue dichiarazioni ai carabinieri quando denunciò la scomparsa della moglie.

Quel giorno Cristina ha molte cose da chiedere a Renzo. A partire dai suoi movimenti nella notte tra il 6 e il 7 luglio, dopo il loro incontro al Mamamia a Treviso dove si erano trovati per una birra.

La donna vuole la verità, visto che Renzo continua a dichiararsi innamorato di lei, tempestandola di chiamate e messaggi. Renzo tergiversa, cerca di prendere tempo, poi racconta a Cristina: «Dopo l’incontro con te a Treviso, sono tornato a casa verso mezzanotte e mezzo. A quel punto sono risalito in auto e mi sono diretto verso Folgaria. Volevo recuperare la macchina digitale, quella con le foto del nostro bacio. Credevo di averla dimenticata nell’appartamento in montagna. A San Sebastiano temevo di non avere con me le chiavi della porta d’ingresso. Ho aperto il cruscotto. Non c’erano le chiavi, ma c’era la macchina fotografica che cercavo. A quel punto sono rientrato anell’appartamento di Marcon».

Il racconto è di capitale importanza: per la prima volta è lui stesso a collocarsi oltre la zona del ritrovamento del cadavere nelle ore in cui la moglie Lucia scompare. Fino a quel momento Renzo aveva ammesso di essere arrivato soltanto a Vicenza, vale a dire 40 chilometri prima di Cogollo. Stavolta Dekleva parla di San Sebastiano: per arrivarci si deve attraversare quel viadotto che per 90 giorni è stato la tomba di Lucia.

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