Gioielliere chiuso per illeciti: «Tutto falso, farò ricorso»

Parla Danilo Magurano, titolare della gioielleria D.M. di Spinea che deve restare chiusa per 15 giorni dopo un controllo che ha fatto emergere alcune irregolarità: «Infangato il nome di una attività che in trent’anni è stata sempre in regola»

Massimo Tonizzo
La gioielleria D.M. Gioielli a Spinea chiusa per quindici giorni
La gioielleria D.M. Gioielli a Spinea chiusa per quindici giorni

Ha già inviato le sue contestazioni al verbale di chiusura per quindici giorni. Danilo Magurano, titolare della gioielleria D.M. Gioielli di Spinea che ad aprile ha subìto un controllo, occasione in cui sarebbero state evidenziate diverse irregolarità, dalla mancanza del registro per la vendita e l’acquisto dell’oro alla posizione, non in regola, dei dipendenti. Ora, dopo aver sentito le associazioni di categoria, si prepara a dare battaglia per difendere, come spiega, decenni di onesta attività.

«Sono sconvolto da quanto accaduto», dice Magurano, «perché per quanto mi riguarda questa chiusura infanga solo il buon nome di una attività che in trent’anni è sempre stata del tutto in regola».

Come prima cosa, il gioielliere tiene a fare una precisazione: «Siamo una gioielleria non un compro oro. Questo è solo uno dei tanti servizi che offriamo a chi è nostro cliente e non la nostra attività principale».

Aggiunge poi che: «Quasi nulla di quanto contestato – e che ha portato alla chiusura per quindici giorni del negozio – corrisponde al vero. È esatto che non abbiamo un registro del compro oro», spiega Magurano, «ma questo perché la legge dal 2019 prevede la possibilità, al posto del registro, di trascrivere i dati in singole schede del cliente relativamente a ogni compravendita, cosa che facciamo regolarmente. Il dipendente non addetto alla vendita contestato, poi, non è in effetti addetto alla vendita in quanto è il nostro orafo che lavora nel retrobottega, e al momento della contestazione in negozio c’era anche mio figlio che, invece, i requisiti li ha tutti».

Ora Danilo intende fare ricorso, con tempi, però, che non saranno brevi. «Mi dispiace per la brutta figura. Mi hanno chiamato in tantissimi che mi conoscono per avere spiegazioni perché non si sarebbero mai aspettati da me una cosa simile. E infatti», sottolinea con rammarico il titolare della gioielleria D.M., «ho spiegato a tutti come stanno le cose».

Il verbale, però, parla chiaro: registro non aggiornato e irregolarità del personale non iscritto alla licenza. Starà ora a Magurano dimostrare, carte alla mano, il contrario.

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