La casa in affitto non esiste, un prete scopre la truffa online

Jesolo. Un giovane sacerdote di Treviso aveva versato 240 euro di caparra ma si è insospettito dopo alcune mail ed è andato a controllare di persona

di Giorgio Barbieri

JESOLO. Prete investigatore di Treviso svela la classica truffa estiva dei falsi appartamenti in affitto. Dopo aver dato 240 euro di caparra a un contatto trovato su ebay per una casa a Jesolo, dove avrebbe dovuto portare i ragazzi del circolo parrocchiale, scopre che la casa in realtà non c’è dopo essersi recato di persona a vederla e dopo aver interrogato i residenti della zona. Una volta tornato a Treviso ha denunciato tutto agli agenti di polizia che hanno avviato le indagini.

Nel periodo estivo il fenomeno delle truffe assume sempre caratteristiche diverse. Nello specifico, considerato che la stagione estiva corrisponde per molti al periodo dell’anno in cui vengono fatte le vacanze, il fenomeno interessa maggiormente il settore degli affitti degli appartamenti al mare o in montagna. Diverse persone, recentemente, hanno infatti sporto denuncia per aver affittato una casa al mare, e al momento in cui sono arrivati sul posto, si sono rese conto di essere state truffate perché l’immobile non esisteva, o era in realtà un negozio. In questo caso a essere truffato è stato un giovane sacerdote di Treviso, che però non si è dato per vinto e, in stile don Matteo, si è trasformato in investigatore e ha svelato il meccanismo.

Il sacerdote aveva risposto a un annuncio pubblicato sul sito Ebay-annunci e aveva iniziato una trattativa per affittare nel mese di luglio nella località balneare un appartamento per i ragazzi del circolo parrocchiale. La trattativa si era conclusa con il pagamento della caparra di 240 euro. Poi il religioso, insospettitosi per alcuni errori sulle mail ricevute era andato personalmente a Jesolo a controllare la situazione. Lì si è reso conto che non appariva nessun campanello con il cognome che stava cercando; chiedendo poi informazioni ad altri inquilini dello stabile, ha appreso che nessuno conosceva questo personaggio, mai sentito neppure alle riunioni condominiali.

La truffa veniva poi resa ancora più evidente nel momento in cui il sacerdote aveva provato, per tramite di un suo conoscente per non insospettire l’imbroglione telematico, ad affittare lo stesso appartamento nel periodo in cui doveva essere da lui occupato, ottenendo risposta positiva in questo senso. Quindi sarebbe potuto capitare di vedere arrivare insieme più truffati pronti ad affittare l’appartamento inesistente nello stesso periodo di vacanza. Attualmente sono in corso indagini per l’identificazione dell’autore dei fatti sopra descritti, anche per evitare che la truffa faccia altre vittime innocenti.

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