La battaglia sui progetti Porto al Consiglio di Stato contro la Duferco

Il Porto non si ferma e ricorre al Consiglio di Stato contro il parere del Tar che aveva dato ragione alla società Duferco e dalla Dp Consulting srl - la società dell’ex viceministro Cesare De...

Il Porto non si ferma e ricorre al Consiglio di Stato contro il parere del Tar che aveva dato ragione alla società Duferco e dalla Dp Consulting srl - la società dell’ex viceministro Cesare De Piccoli - sul progetto Venise Cruise 2.0 che prevede la realizzazione di un nuovo terminal per l’ormeggio delle navi da crociera in mare, di fronte alla bocca di porto di Lido.

Il Tar aveva infatti rigettato il ricorso che l’Autorità di sistema portuale – con l’allora presidente Paolo Costa, sulla cui scia poi era rimasto l’attuale Pino Musolino – aveva presentato proprio contro il parere positivo della commissione di valutazione d’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente sul progetto della Duferco. Per il Tar infatti non è necessario, anche in base al decreto Clini-Passera che le Grandi Navi arrivino in Marittima - come sosteneva il Porto - ma va bene «qualsiasi soluzione progettuale idonea a risolvere le criticità connesse al traffico crocieristico nella laguna di Venezia», quindi anche con un terminal diverso. Per i giudici amministrativi inoltre le criticità del progetto denunciate dall’Autorità Portuale sarebbero superate dal parere positivo espresso, sia pure con prescrizioni, dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale. Ma ora, con Musolino, il Porto si rivolge appunto in appello al Consiglio di Stato, «ritenuta la non correttezza delle argomentazioni svolte dal Giudice Amministrativo a sostegno del provvedimento emesso che, pertanto, appare ingiusto e lesivo degli interessi di cui l’Autorità di Sistema Portuale è portatrice». —

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