Kayak in Canal Grande: le proposte

La Federazione italiana scrive a Zappalorto per offire la propria consulenza

Anche la Federazione italiana canoa kayak (Fick) chiede una modifica dell'ordinanza del Comune che vieta il transito di jole, dragon boat, pattini, pedalò, canoe, kajal e tavole a vela o a remi in Canal Grande e in altri canali lagunari.

La federazione avanza anche due articolate proposte di modifica: una relativa al solo transito, l'altra per il transito e la gestione dei flussi, che prevedono la presenza nel gruppo di natanti o sui dragon boat di un tecnico con qualifica di istruttore Fick e, per quanto concerne i flussi, un programma di accredito dei partecipanti predisposto dal Comitato veneto FederCanoa.

«Per gli organi preposti alla vigilanza del traffico acqueo - è detto - sarà messa a disposizione un'applicazione collegata al data base del programma di accredito in modo di verificare e sanzionare eventuali abusi».

Il commissario straordinario del Comune Vittorio Zappalorto ha già annunciato la volontà di mettere mano all'ordinanza sul Traffico acqueo che vieta il transito alle canoe, alle jole e ai kayak. «Vedremo di contemperare le esigenze», ha già detto, «i kayak non inquinano, hanno il diritto di godere la città. Stiamo cercando di ridurre il volume di traffico». L'ondata di proteste che ha salutato l'entrata in vigore delle sei nuove ordinanze ha convinto dunque il commissario a intervenire. Proteste erano arrivate a Ca' Farsetti da molte parti: la Federazione italiana canottaggio, la Canottieri Mestre, associazioni. «Perché vietare il traffico alla canoa e non alle grandi navi?». Il titolo apparso su qualche giornale europeo ha rischiato di ridicolizzare l'intera manovra per la riduzione del traffico.

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