K146, il gabbiano che ha volato da Minsk fino a Venezia

VENEZIA. È un gabbiano comune, ma con una storia speciale. Il volatile in questione è K146 - e non è un droide di Guerre Stellari - proviene dalla Bielorussia ed è stato avvistato niente meno che al parco della Bissuola nei giorni scorsi.
A riconoscerlo tra i tanti gabbiani ospiti del polmone verde di Mestre, l’esperto ornitologo veneziano Alessandro Sartori, rimasto colpito dall’anello color blu (che faceva intuire che non fosse locale) che aveva attaccato alla zampetta e portato con sé per migliaia di chilometri tra le nuvole. Sartori, che in questi mesi monitora il territorio e conosce ogni specie dotata di ali ricoperte da piume che lo abita, ha fotografato l’anello, i simboli, risalendo alla data di nascita, alle caratteristiche, all’età e ai suoi segni particolari.

E così è saltata fuori la curiosa identikit del “Chroicocephalus ridibundus”, in termini specialistici. Il gabbiano comune è giunto dalla Bielorussia per svernare, e per rilassarsi ha scelto le vasche del parco della Bissuola, a due passi dal centro civico, dove c’è sempre qualcuno che anche con il freddo getta un po’ di briciole di pane ai volatili di passaggio e a quelli stanziali. Un viaggio di Natale molto lungo per lui, forse con una pausa o due in una capitale europea. L’uccello era assieme agli altri gabbiani - con i quali si confondeva - ma non era una classica “magoga” alla quale siamo abituati come poteva apparire all’occhio inesperto. Stando all’anello identificativo, K146 è nato a Minsk - in una colonia locale della capitale attraversata dal fiume Svislach, antica valle scavata dalle acque di fusione dei ghiacciai alla fine dell'ultima era glaciale - ed è stato inanellato il 20 giugno, quando aveva circa un mese di vita. Le risposte richieste dall’ornitologo sono arrivate direttamente attraverso l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che ha messo in contatto i due Paesi e i rispettivi esperti. Sartori è così riuscito a risalire a Irina Samusenko di Minsk, capitale della Bielorussia, che fa riferimento all’Istituto zoologico per la ricerca scientifica e che ha risposto successivamente via Facebook a Sartori. La studiosa ha spiegato con soddisfazione – documentazione alla mano - che ad oggi i gabbiani da lei codificati non avevano mai osato tanto. Non si erano spinti fino all’Italia, che lei sapesse. Sono stati avvistati in Polonia, Germania, Olanda Ungheria e Irlanda, ma K146 sarebbe il primo esemplare in Italia. Una storia a lieto fine, insomma, quasi un miracolo di Natale. Irina Samusenko inanella molte specie di uccelli e di gabbiani, differenziando mediante colori diversi di anelli e relativi codici quelli stanziali e quelli di passaggio, i gabbiani nati in Bielorussia tra giugno e luglio e gli adulti. Un lavoro certosino quanto prezioso. Il gabbiano comune (Cocal in dialetto veneziano ) arriva dalle aree di nidificazione verso fine giugno e rimane da noi fino a marzo. Nell'area della laguna di Venezia svernano mediamente 20.000 gabbiani comuni, mentre quelli nidificanti sono all'incirca 500. —
Marta Artico
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