Jesolo, Nicola Nardin rinchiuso in carcere, dovrà scontare 5 anni e 11 mesi
Respinto l'ultimo ricorso alla Cassazione del ragioniere condannato per appropriazione indebita continuata ed aggravata: aveva fatto sparire il denaro dei clienti

CAVALLINO. Nel corso del pomeriggio di venerdì 9 aprile a Jesolo (VE), i militari del locale comando stazione carabinieri, hanno notificato al ragionier Nicola Nardin, 53enne, residente a Cavallino Treporti, l’ordine di carcerazione emesso il giorno precedente dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia in conseguenza della condanna riportata nel gennaio 2019, divenuta definitiva il 9 marzo di quest’anno, a seguito della dichiarazione di inammissibilità della Corte suprema di Cassazione del ricorso presentato da Nardin.
L’uomo è assurto agli onori della cronaca nel marzo del 2013 quando era emerso che, abusando del rapporto fiduciario con le sue vittime, spesso amici di famiglia, commercianti, ristoratori e titolari di attività, aveva trattenuto, dal 2007 al 2013, il denaro che gli veniva affidato per essere versato, per loro conto, per imposte ed oneri per una cifra complessiva di oltre due milioni di euro.
Molti commercianti coinvolti, a seguito della vicenda, andarono in crisi e furono costretti a chiudere le attività.
Ora il ragionier Nardin, dopo la definitività della condanna per appropriazione indebita continuata ed aggravata, dovrà scontare una pena pari a 5 anni e 11 mesi di reclusione oltre al recupero della pena pecuniaria di 3.560 euro.
Applicate anche le pene accessorie dell’interdizione dalla professione e quella dai pubblici uffici per 5 anni.
Dopo le formalità di rito, i carabinieri di Jesolo hanno condotto la persona arrestata presso la casa circondariale di “Santa Maria Maggiore”.
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