Via l’ultima strada bianca al Lido di Jesolo: arriva un palazzo di 8 piani
L’intervento è previsto all’angolo tra le vie Aquileia e Glauco, tra piazza Brescia e piazza Mazzini. Il palazzo esistente sarà demolito e ricostruito. Ok in commissione consiliare, ora il passaggio in Consiglio

Scompare anche l’ultima strada bianca del lido di Jesolo: via Galuco sarà asfaltata quale importante collegamento a via Bafile. In commissione consiliare è stato dato il via libera al nuovo piano che riqualificherà il vecchio edificio all’angolo tra via Aquileia e via Glauco, tra piazza Brescia e piazza Mazzini.
Sarà realizzato un palazzo di otto piani di altezza, completamente riqualificato dopo la demolizione e ricostruzione che la commissione ha approvato prima del voto finale in consiglio comunale questa settimana.
Resteranno degli appartamenti per uso turistico e residenziale, tutti di alto livello costruttivo. Il progetto prevede il rialzamento di due livelli da quello attuale, quindi una costruzione che si integra nella zona senza traumi urbanistici.
Importante, anche in questo caso, il beneficio pubblico, con il rifacimento di via Glauco e la nuova attesa asfaltatura della strada bianca, per collegamento a via Bafile, quindi il nuovo marciapiede, sottoservizi e illuminazione. Via Glauco era ritenuta l’ultima strada bianca, quindi sterrata, rimasta al lido.
Un vanto per l’amministrazione comunale che ha eliminato anche questa stradina sterrata grazie al beneficio pubblico previsto per l’intervento edilizio. «Un beneficio pubblico di tutto rispetto», commenta il consigliere comunale della Lega, Fabio Visentin, che siede all’opposizione, ma spesso non pone ostacoli ai nuovi piano di rinnovo e riqualificazione della località, «come avviene in questi casi di piani di demolizione e ricostruzione e quindi anche noi siamo a favore».
Il sindaco di Jesolo, Christofer De Zotti, ha tenuto a sottolineare che la sua amministrazione ha dato via libera a investimenti e nuove costruzioni, ma posto anche dei limiti alle altezza, non oltre i 30 metri, e ha introdotto l’obbligo per chi fa gli investimenti di realizzare delle opere pubbliche, al contrario di quanto si faceva prima in modo indiscriminato. Non solo, dopo i problemi e questioni emerse per le altezze, è stata riordinata e rivista la regolamentazione garantendo più ordine ed equilibrio nelle nuove costruzioni, al fine di evitare ricorsi e contenziosi del passato.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








