Jesolo, discoteche nel mirino: tornano le proteste per la musica alta nella notte

Esposti e segnalazioni riaccendono il confronto tra divertimento e quiete al Lido di Jesolo. Il Comune convoca i locali: controlli sui decibel, ma nessuna crociata contro la movida

Giovanni Cagnassi
La discoteca il Muretto a Jesolo
La discoteca il Muretto a Jesolo

Discoteche ancora nel mirino, tornano esposti e segnalazioni per la musica alta al lido. Jesolo si confronta con la sua doppia anima: la capitale della mondanità sulla costa veneziana e la spiaggia che vuole essere accogliente anche per le famiglie.

Due mondi che non riescono a convivere con facilità. L’eterno confronto con Rimini vede oggi Jesolo soccombere in fatto di mondanità e divertimento sfrenato. Ai tempi del sindaco Renato Martin, nei primi anni 2000, il tentativo di gettare le fondamenta per una città della musica, la mai nata X-Site, trovò tanti ostacoli al punto che il progetto ambizioso fu liquidato come una ghettizzazione del mondo della notte, che aveva manifestato un tiepido interesse e poca voglia di investire.

Intanto Jesolo è passata da 25 locali, tra discoteche e discobar, a una manciata di irriducibili. Ha chiuso il Vanilla di Luciano Pareschi ed è finita un’epoca. Restano i pilastri della notte King’s e Muretto, Terrazza Mare, che da quest’anno fa parte della galassia del King’s, Marina Club, Capannina Beach, Maxim. E mantenere l’attività è sempre più difficile, con stagioni corte, inverni lunghi, costi del personale e la sicurezza.

Adesso ci si mettono anche segnalazioni ed esposti a rendere la vita difficile ai gestori dei locali che si trincerano nei loro bastioni musicali colti da una crescente apprensione. Sono giunte in Comune, presentate da cittadini e strutture ricettive, in particolare i campeggi, delle segnalazioni che evidenziano la musica troppo alta nel cuore della notte. Siamo sul filo dei decibel, ma l’amministrazione ha convocato i titolari dei maggiori locali: «Ogni esposto deve essere preso in considerazione», commenta con distacco il sindaco, Christofer De Zotti, che impersona la doppia anima mondana e familiare di Jesolo, «e i controlli della polizia locale per i rumori sono effettuati regolarmente, così come delle altre forze dell’ordine per la sicurezza. Nessuna crociata contro il mondo della notte. Siamo consci del fatto che per la città rappresentano un valore aggiunto».

I controlli vengono eseguiti dalla polizia locale e ogni esposto o petizione deve essere presa nella dovuta considerazione per non incorrere in omissioni. Le principali discoteche, King’s e Muretto, sono state informate dalle forze di polizia in merito alle segnalazioni pervenute e subito è iniziato il panico. Il Comune controlla sovente i locali, soprattutto dopo le 3 della notte, quando il regolamento prevede che la musica non debba essere percepita al di fuori dei locali. L’inquinamento acustico è un tema serio e queste segnalazioni potrebbero imboccare la via dell’autorità giudiziaria, che è sempre inflessibile. Il clima è abbastanza teso, non solo per i locali della notte, ma anche per i concertini lungo via Bafile e la passeggiata principale che non è più un concerto a cielo aperto come un tempo.

Il sindaco, Christofer De Zotti, ha precisato che non vi sono intenti persecutori, solo la volontà di far rispettare leggi e regolamenti. Ma un clima di musica e festa non esiste dopo le 23 e anche al festoso Terrazza Mare all’ombra del faro si spegne tutto per evitare denunce dai camping, che in passato sono riusciti a dare del filo da torcere agli ossessionati gestori. Gli operatori sono preoccupati.

«La musica e il divertimento sono parte integrante della proposta turistica di Jesolo», ha detto Roberto Dal Cin, presidente di Confapi Turismo, «le discoteche sono un valore aggiunto per una località come questa ormai tra le poche ad ospitarle sulla costa veneziana, dove molti locali sono stati chiusi e hanno lasciato poco spazio a musica e mondanità. A Jesolo resistono, seppure diventati un quinto rispetto al passato in cui per ballare a Jesolo c’era solo l’imbarazzo della scelta».

«C’è poi la questione dei concerti», prosegue, «e se guardiamo a località turistiche internazionali, come Tenerife, scopriamo che ce ne sono ovunque, anche nei locali che sono uno attaccato all’altro e tutti fanno musica. A Jesolo tanti hanno rinunciato dopo i controlli serrati, la poca solidarietà dei vicini che si lamentano e costringono il Comune a effettuare controlli a tappeto perché arrivano denunce e segnalazioni formali. Dobbiamo riflettere se vogliamo rinunciare a questa parte del divertimento stagionale.

Un po’ lo ha deciso il mercato, che ha ridimensionati i locali da ballo, un pò le amministrazioni tutte, non solo a Jesolo, che si trovano a dover svolgere controlli costanti per dare una risposta a quelle segnalazioni dei turisti che cercano la tranquillità della vacanza anche in luoghi spumeggianti quali sono le località di mare».

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