Jesolo, calci e pugni contro gli steward in spiaggia

Aggrediti da cinque “abusivi” nordafricani, due vigilantes finiscono al Pronto soccorso. Il consigliere comunale Bison: «Ci vogliono misure drastiche, leggi più severe e controlli serrati»

JESOLO. Spedizione punitiva in spiaggia, un gruppo di cittadini marocchini aggredisce gli steward all'angolo tra via Carducci e via Zara al lido di Jesolo, nella zona di piazza Aurora. Alle 16.30 di venerdì si è consumata una violenta rissa che ha coinvolto una decina di persone. Tre gli steward della società "Ams" presi a calci e pugni, contro cinque nordafricani.

Due di questi, padre e figlio, sono stati identificati dalla polizia del commissariato di Jesolo poco dopo il fatto. Il figlio, 20enne, era stato allontanato il giorno prima dalla spiaggia perché stava invadendo la concessione senza averne titolo, per vendere la sua merce in modo del tutto abusivo. Sarebbe stato mandato via con modi spicci dagli steward, servizio di informazione e controllo della Federconsorzi di Jesolo, suscitando poi le ire del padre che ha gridato vendetta e progettato l'aggressione del giorno seguente.

«Ci hanno aspettato armati», sostengono gli steward, «avevano dello spray urticante e dei coltelli». Gli addetti della Ams si sono difesi come hanno potuto. Due di questi hanno riportato delle ferite e si sono recati al Pronto soccorso con prognosi di 5 e 6 giorni. La polizia ha già identifcato i due, padre e figlio, quindi raccolte le testimonianze per ricostruire l'accaduto. Si attende adesso la querela da parte degli stewards per percosse. Il presidente della Federconsorzi, Renato Cattai, si dice preoccupato.

«Può accadere purtroppo anche questo», commenta Cattai, «e quindi i nostri addetti al controllo e informazione possono essere sottoposti a minacce e aggressioni solo perché fanno bene il loro lavoro».

Daniele Bison, consigliere comunale dell'opposizione, esprime solidarietà agli steward, ma denuncia una condizione che non può continuare: «Stanno facendo un lavoro difficile», denuncia Bison, «e hanno bisogno di uno status giuridico diverso che li metta in condizione di operare altrimenti c'è la percezione che non servano a nulla e diventano un bersaglio facile per simili ritorsioni. Sono stato facile profeta, con la schedatura che gli extracomunitari facevano scattando foto con i telefonini agli steward, non si sa bene per quale motivo e con quale intento, poi le aggressioni con un punteruolo brandito come arma. Potrebbe succedere qualcosa di davvero grave. Non possiamo aspettare. Ci vogliono misure drastiche, leggi più severe, controlli serrati. Le forze dell'ordine devono essere messe nelle condizioni di poter sequestrare e distruggere la merce».

Giovanni Cagnassi

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