Investì ciclista 16enne senza prestare soccorso Patteggia un anno
NOALE
Era accusato di aver urtato una ragazzina in bicicletta e di essere fuggito senza prestarle soccorso. «Spero che trovino la macchina e che il responsabile di tutto questo venga punito come merita. Intanto cerco di sopportare il dolore», aveva scritto la 16enne su Facebook dal suo letto di ospedale, poche ore dopo l’incidente, ricevendo numerosi attestati di solidarietà. Ieri davanti alla giudice Sara Natto M.B., 44enne di Chirignago, ha patteggiato un anno di reclusione per lesioni - la vittima aveva avuto una prognosi complessiva di cinque mesi - e per non essersi fermato. Dal momento che il procedimento penale si è concluso con l’accordo sulla pena tra il rappresentante della Procura e la difesa con l’avvocato Massimo Minuti, non è stato disposto alcun risarcimento per la parte offesa, rappresentata dagli avvocati Guido Simonetti e Simone Zancani. Ora potrebbe aprirsi il capitolo della causa civile intentata dalla giovane.
L’incidente si era verificato il 18 settembre 2015 all’incrocio tra via San Dono e via dei Prati, a ridosso del confine con la provincia di Padova. La ragazzina, all’epoca sedicenne, portava la sua bicicletta olandesina a mano ed era ferma sulla linea di arresto di uno stop. All’improvviso era arrivata la Mercedes del mestrino che, secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, aveva urtato la ruota della bicicletta che, ruotando, aveva schiacciato la ragazzina contro la fiancata destra della macchina. La sedicenne era finita sull’asfalto e l’uomo che aveva provocato la caduta se ne era andato senza sincerarsi che lei stesse bene. Aveva ingranato le marce ed era fuggito in direzione di Massanzago. Portata in ospedale, le erano state diagnosticate diverse fratture agli arti, anche scomposte, un trauma cranico non commotivo e una distorsione cervicale. Era stato anche necessario sottoporla ad un intervento chirurgico. Per cinque mesi la ragazzina aveva dovuto fare i conti con i postumi delle lesioni provocate dall’incidente.
Dal letto dell’ospedale di Camposampiero dov’era ricoverata, la sedicenne aveva lanciato un appello al pirata della strada che l’aveva investita affinché si costituisse, assumendosi le sue responsabilità per averla ridotta piena di fratture e dolori. E infatti il 21 settembre, tre giorni dopo l’investimento, l’uomo si era presentato dai carabinieri ammettendo di essere stato lui al volante della Mercedes che aveva centrato la ragazzina che portava la bicicletta a mano.
Ieri in tribunale, di fronte alla giudice monocratica Sara Natto, la conclusione del procedimento penale a carico del 44enne. Il difensore ha intrapreso la strada del patteggiamento nella prima udienza dibattimentale, concordando con il rappresentante dell’accusa la pena di un anno, su cui la giudice ha dato l’assenso. —
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