Bretella congelata e Romea con l’incognita fondi: cosa succede alle grandi opere di Venezia

Il poker di infrastrutture decisivo per sciogliere i traffici dell’area veneziana. Terza corsia dell’A4: da fine anno i lavori per il tratto San Donà-Portogruaro. Il collegamento con il litorale resta appeso al piano finanziario del project

Francesco Furlan
Uno dei cantieri diffusi della bretella ferroviaria FOTO PORCILE
Uno dei cantieri diffusi della bretella ferroviaria FOTO PORCILE

Un poker di infrastrutture per l’area metropolitana di Venezia. Una in fase di realizzazione, una al momento congelata, una ai nastri di partenza (anche se non è chiaro quando scatterà il via) e una, infine, che resta un miraggio. Seppur definita priorità da decenni, non fosse altro per il numero di vittime che miete ogni anno, estate 2026 compresa.

Parliamo, in ordine, di terza corsia dell’A4, bretella ferroviaria per l’aeroporto Marco Polo, strada del Mare e della nuova strada statale Romea che collega, nella geografia dell’area metropolitana di Venezia, Mestre con Chioggia. Opera per la quale, al momento, non c’è un euro.

E’ questo ciò di cui si è parlato anche lo scorso mercoledì, a Padova, nel forum Infrastruttura organizzato da Nord Est Multimedia, società che edita questo giornale.

AUTOSTRADA CODA FRA CASELLO CESSALTO E SAN STINO DIREZIONE TRIESTE
AUTOSTRADA CODA FRA CASELLO CESSALTO E SAN STINO DIREZIONE TRIESTE

Evento nel corso del quale i tre presidenti di Regione Alberto Stefani (Veneto), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Michele de Pascale (Emilia-Romagna) hanno stretto un patto di collaborazione per il Nordest. Area geografica nella quale l’area metropolitana di Venezia gioca un ruolo fondamentale. Il progetto della Terza corsia, infatti, chiama in causa anche il vicino Friuli Venezia Giulia mentre per ragionare sulla Romea, che si spinge fino a Rovigo e Ravenna, seguendo il litorale adriatico, fondamentale per il trasporto merci e l’accesso ai lidi turistici bisogna confrontarsi con l’Emilia Romagna.

Un poker d’opere che si trovano in punti molto diversi dell’ideale percorso che va dalla progettazione alla realizzazione.

La bretella ferroviaria

Vederla realizzata per Olimpiadi invernali di Milano-Cortina era un sogno. Ma che, con inizio lavori nel 2024, i tempi si allungassero in questo modo non era prevedibile. Il progetto della bretella ferroviaria per il Marco Polo prevede la connessione tra lo scalo e la rete nazionale ferroviaria.

La nuova tratta, di circa 8 chilometri, si innesta sulla linea storica Venezia-Trieste ed è prevista una nuova stazione interrata che si chiamerà Venezia-Aeroporto.

Il nuovo collegamento potrà essere utilizzato sia dai treni ad alta percorrenza che da quelli regionali e, una volta completati i lavori, si potrà raggiungere il Marco Polo dalla stazione centrale di Mestre in circa 15 minuti. Un costo di 644 milioni di euro, in parte sostenuto da fondi Pnrr (394 milioni). I cantieri però, che si sviluppano paralleli alla bretella aeroportuale della tangenziale di Mestre, sono fermi da mesi.

La causa è la crisi che ha investito la Rizzani – De Eccher, l’azienda che si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione della bretella. Il player friulano delle costruzioni esposto per circa un miliardo di euro è appeso alle decisioni del tribunale di Trieste rispetto al piano di concordato.

Sul fronte ferroviario sono in corso interlocuzioni per il trasferimento delle commesse Rfi Cappio di Venezia. Trasferimento che, se confermato, potrebbe portare presto al riavvio dei cantieri. La bretella ferroviaria attraversa l’area di Tessera, in forte trasformazione.

Il Comune di Venezia sta realizzando stadio e palazzetto e all’orizzonte potrebbe esserci una nuova fermata per un costo stimato in circa 20 milioni di euro.

Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ne aveva parlato alcune settimane fa, a Mestre, in questi termini: «Attendo nelle prossime settimane che i tecnici di Rfi scelgano qual è la soluzione migliore. In un contratto di programma come quello delle Ferrovie dello Stato da svariati miliardi di euro, trovare 20 milioni di euro non è certo un problema». Le risorse quindi vanno individuate.

Terza corsia dell’A4

I lavori, come sa bene chi percorrere l’A4, sono in corso. Obiettivo: sciogliere l’imbuto del traffico a Nordest: lo stesso che, ormai più di quindici anni fa, ha portato alla realizzazione dei 32 chilometri del Passante di Mestre per by-passare la tangenziale (sempre di Mestre) all’epoca perennemente paralizzata dalla convivenza tra traffico urbano e traffico di passaggio, soprattutto pesante.

Oggi l’intervento lungo l’A4 da parte della società concessionaria Autostrade Alto Adriatico prevede la realizzazione della terza corsia nella tratta tra Quarto d’Altino e Villesse (Gorizia) e l’adeguamento del raccordo tra l’A4, nel Comune di Villesse, e il valico di Sant’Andrea, al confine con la Slovenia.

Tra i lavori conclusi, nella tratta veneziana, ci sono: il primo lotto Quarto-San Donà e il casello di Meolo.

Ora bisognerà intervenire sul tratto tra San Donà-Portogruaro (in fase di progettazione esecutiva) dove si sta lavorando all’adeguamento dei cavalcavia che attraversano l’A4, tra i quali quello tra Lison e Pradipozzo. Nei prossimi 5 anni la società concessionaria è pronta a stanziare e realizzare opere per un valore di un miliardo di euro.

Lavori per la costruzione della terza corsia della A4 tra San Donà e Portogruaro (26 chilometri), comprensivi del nuovo casello di San Stino: un quadro economico da 870 milioni di euro, con il cantiere che inizierà tra fine 2026 (il casello di San Stino) e inizio 2027 (l’allargamento della terza corsia) e terminerà nel 2031. Prevista anche la realizzazione di due nuove aree di sosta di 161 stalli a Fratta Nord e Sud per mezzi pesanti di prossima inaugurazione.

Strada del Mare

Restando nell’area del Veneto orientale resta un punto interrogativo (ne parliamo qui a lato, ndr) sul collegamento tra l’A4 e il litorale veneziano, la cosiddetta autostrada del mare (e che quindi sarà a pagamento). Una strada di 18,6 chilometri (8 riguardano l’adeguamento dell’attuale viabilità) tra il casello di Meolo e la rotatoria Frova, a Nord-Ovest di Jesolo Paese. Il costo stimato è di 400 milioni di euro.

Il Consorzio Stabile Sis si è aggiudicato i lavori per 200 milioni di euro e 19 km di strada, come stabilito all’inizio di questa procedura di affidamento ai tempi del primo project financing, ma il raddoppio dei costi, nel frattempo saliti a 400 milioni pone interrogativi che potrebbero essere sciolti con il prolungamento della concessione o l’aumento del pedaggio (con il rischio però che venga poco utilizzata).

E il Consorzio non ha ancora presentato un piano finanziario alle banche.

L’incognita Romea

La strada statale Romea resta l’incognita più grande nel piano delle infrastrutture veneziane. Se fosse possibile raccogliere un euro per tutte le volte che negli ultimi decenni la sua messa in sicurezza è stata definita una priorità forse oggi ci sarebbero le risorse sufficienti per intervenire.

L’ultimo piano del ministero per le Infrastrutture prevede la messa in sicurezza dell'arteria in cinque anni, con la creazione di varianti, circonvallazioni e rotonde per rendere meno pericolosi gli incroci a raso ed evitare i centri abitanti ma ha l’aria di essere una soluzione tampone mentre tutte le proposte elaborate in questi anni per una nuova Romea prendono polvere negli archivi.

Eppure per tutti la strada Romea resta «una priorità».

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