«Indomita, tenace, impegnata» l’addio di Marghera a Celegato

la cerimonia«Alla fine della vita, quello che resta di una persona è il bene che ha fatto agli altri». E Loredana Celegato, di bene nella sua vita ne ha seminato davvero tanto, prima di mancare...
Foto Agenzia Candussi / SCATTOLIN / CATENE, VIA TRIESTE / CATENE FUNERALE LOREDANA CELEGATO.
Foto Agenzia Candussi / SCATTOLIN / CATENE, VIA TRIESTE / CATENE FUNERALE LOREDANA CELEGATO.

la cerimonia

«Alla fine della vita, quello che resta di una persona è il bene che ha fatto agli altri». E Loredana Celegato, di bene nella sua vita ne ha seminato davvero tanto, prima di mancare improvvisamente lunedì a 71 anni, solo a sentire i commenti unanimi di quanti l’hanno accompagnata ieri mattina nella chiesa della Madonna della Salute di Catene nel suo ultimo viaggio. Quasi un migliaio di persone: compagni che avevano militato con lei nel partito socialista, i colleghi della Cgil Pensionati, coloro che se la ricordavano maestra alle elementari a Catene negli anni ’70 e nell’amministrazione con l’allora sindaco Mario Rigo e in qualità assessore all’Istruzione dal 2000 al 2005 nella giunta presieduta da Paolo Costa. Il quale era presente alla messa assieme al presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin e a un picchetto di vigili con il gonfalone di Venezia.

«Tutta questa gente che vediamo è venuta qui non perché doveva ma perché voleva», ha commentato Costa, «a dimostrare i tantissimi legami che aveva stabilito con la comunità nel modo migliore, dicendo e facendo, non mollando mai di un punto i suoi obiettivi che perseguiva indomita». E poi i ricordi, che Costa narra con un ampio sorriso. «Aveva quel modo “alla Cesco Baseggio”, per dire molto veneziano, quel sorriso con cui accettava un appunto per poi ritornare alla carica. Non mollava mai. Questo, assieme a un tratto umanitario, è quello che l’ha contraddistinta». Bettin è intervenuto a nome della Municipalità di cui Loredana ha fatto parte, nel settore scolastico, impegnata negli anni ’70 a far passare il tempo pieno e nell’inserimento dei ragazzi svantaggiati. «Una persona che ha lasciato un segno importante a Marghera e Catene. Eravamo assieme in giunta, di lei ricordo la gentilezza che metteva nelle cose, che la rendeva gradevole anche nelle discussioni contrapposte, che nascondeva bene la grande tenacia. Era questo il suo tratto distintivo, assieme alla capacità di spiegarsi bene quando parlava alle assemblee cittadine». —

Lieta Zanatta

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