Incendio alla Haiki Electrics di Fossò, spunta il dolo: l’area messa sotto sequestro

L’Arpav ha rilevato stirene e toluene. Il sindaco: «Aumenteremo la sicurezza»

Alessandro Abbadir
Un vigile del fuoco impegnato a spegnere il rogo di Fossò
Un vigile del fuoco impegnato a spegnere il rogo di Fossò

 

L’ombra del dolo si allunga sull’incendio che domenica scorsa ha colpito la Haiki Electrics di Fossò. Chi sta indagando, infatti, non esclude la matrice dolosa e, nel frattempo, l’intera area interessata al rogo è stata posta sotto sequestro. È questo lo scenario che emerge dopo i primi rilievi dei vigili del fuoco, intervenuti per quello che è il secondo incendio registrato nella stessa azienda in poco meno di un mese.

Domenica pomeriggio un denso e acre fumo nero si è sollevato da un’area adibita a deposito della ditta, che si occupa del trattamento e dello smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Fortunatamente non si sono registrati feriti e non è stato necessario l’intervento del Suem 118. Nello stesso sito, lo scorso 18 aprile, si era verificato un episodio quasi identico: in quel caso a chiamare i soccorsi erano stati i vigilantes della ditta Axitea durante un servizio di perlustrazione.

Incendio a Fossò, rogo di plastica vicino alla Haiki Electrics: il video

Allora, l’ipotesi più accreditata era stata lo scoppio accidentale di una batteria che aveva contagiato il cumulo di piccoli elettrodomestici accatastati, ma a questo punto non si può escludere del tutto la pista dolosa. Il Comune di Fossò domenica ha subito invitato i cittadini a chiudere le finestre delle abitazioni.

Come evidenziato dall’Arpav, le sostanze rilevate risultano compatibili con i prodotti della combustione, mentre tutti gli altri parametri analizzati sono risultati inferiori ai limiti di rilevabilità. La preoccupazione tra i residenti e le aziende vicine, però, resta molto alta. Il giorno dopo l’incendio è stato il sindaco del paese a cercare di far chiarezza.

«Attendiamo» dice il sindaco Alberto Baratto, «le relazioni dei vigili del fuoco e Arpav. L’area del rogo è stata posta sotto sequestro. Non si esclude nessuna ipotesi al momento, neanche quella dolosa. Quando avremo chiaro il quadro decideremo quali provvedimenti o accorgimenti adottare per aumentare, se necessario, la sicurezza del territorio e dei residenti dell’area. Se insomma si tratterà di un incendio che si è generato accidentalmente, saranno da valutare eventuali nuovi provvedimenti a carico dell’azienda». Arpav intanto ha rilevato tracce di stirene (52 microgrammi/mc) e toluene (5 microgrammi/mc) in un campione d’aria prelevato nei pressi dell’area industriale.

 

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