Incendi contro i vicini, 24enne di Marghera indagato per stalking

MARGHERA.Apparentemente non ci sarebbe stato un motivo per quel suo odio viscerale verso il vicinato, e in particolare verso una vicina, ma ad una persona avrebbe confidato di essere giù di corda per la fine della relazione con la sua ragazza. Sta di fatto che il 24enne Z.F. è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di stalking nei confronti delle persone che vivono nel suo stesso palazzone. Una situazione paradossale, che presto potrebbe finire davanti al giudice.
I comportamenti che vengono contestati al giovane nei confronti dei vicini sono degni di un “condominio da incubo”: aver imbrattato l’auto di un condòmino con la polvere bianca di un estintore, lasciando poi l’enigmatica scritta “Inizio” sul basculante; aver lasciato biglietti indirizzati ai vicini con parole minatorie; aver appiccato incendi utilizzando pagine dei quotidiani. Roghi, questi, spesso di piccole proporzioni, ma comunque motivo di paura tra i residenti.
In un caso però le fiamme avevano interessato un garage, provocando danni a ciò che era stipato dentro al box, oltre che all’impianto elettrico condominiale. Il “condominio da incubo” si trova in via dei Tigli a Marghera, gli episodi sono concentrati nel corso del 2017.
A carico del giovane erano state presentate alcune denunce sia dai residenti che dall’amministratore di condominio, limitatamente ai problemi causati all’impianto elettrico generale.
Sulla scia delle denunce, erano scattate le indagini da parte dei carabinieri su delega della Procura veneziana.
Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari dell’Arma avevano trovato nell’appartamento di Z.F. materiale compatibile con quello utilizzato per appiccare gli incendi, oltre ad altri elementi che farebbero ricondurre proprio a lui la responsabilità di quei gesti che stavano minando la tranquillità del palazzone nella zona residenziale di Marghera.
Sembra che in casa siano stati trovati veri e propri “inneschi professionali”, ovvero rotoli di tela imbevuta di liquido infiammabile pronti per essere utilizzati per appiccare altri roghi.
Il pubblico ministero titolare del fascicolo ha delegato l’interrogatorio dell’indagato, il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, non volendo dunque aggiungere alcun elemento a quelli già raccolti dagli inquirenti a suo carico.
Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno anche acquisito alcuni filmati delle telecamere fisse nei quali veniva ripreso il giovane che tentava di accendere la tela imbevuta di liquido infiammabile, potenzialmente molto pericolosa.
Ora il 24enne rischia di finire a processo. —
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