In laguna un centro per i beni culturali

Un Centro internazionale a Venezia per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali legato anche alle nuove tecnologie e alla tecniche scientifiche.
Lo realizzeranno, a breve, Ca’ Foscari con il Politecnico federale di Losanna e la Fondazione Istituto italiano di tecnologia, finanziata dallo Stato italiano (100 milioni all'anno secondo quanto stabilito dalla legge) e nata con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico.
Il Consiglio di amministrazione di Ca’ Foscari ha approvato di recente il protocollo già sottoscritto tra i tre enti.
Il nuovo Centro si chiamerà “International center for cultural heritage science”, sviluppa la collaborazione già avviata dall’ateneo con il Politecnico svizzero e l’Archivio di Stato nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali con il progetto “Venice Time Machine”, legato anche alla digitalizzazione dei documenti storici.
Avrà l’obiettivo di unire discipline umanistiche con discipline tecnico-scientifiche avanzate quali, ad esempio, le nano scienze e le nanotecnologie, la digitalizzazione delle immagini, l’elaborazione dei dati museografici.
L’obiettivo sarà anche la valorizzazione del patrimonio culturale veneziano ma anche la creazione di un Centro di formazione avanzata - con master e dottorati di ricerca - per formare una nuova generazione di esperti in tecniche di gestione del patrimonio culturale.
Entro l’estate Ca’ Foscari, Politecnico e Istituto Italiano di Tecnologia sottoscriveranno un ulteriore accordo per specificare le attività del nuovo Centro e l’individuazione delle risorse per la sua realizzazione.
La sede, come detto, sarà a Venezia, ma su più siti. Il cuore delle sue attività- soprattutto quelle di formazione- dovrebbe comunque essere l’Arsenale (in foto).
Laboratori e uffici potranno trovare sede nel Campus scientifico di Ca’ Foscari a San Giobbe e nella sede di Ca’ Cappello. Possibile anche il coinvolgimento della Fondazione Cini, per le attività legate alla storia dell’arte e l’Archivio di Stato, Spazi espositivi e conferenze saranno ricavati all’interno del Magazzino 4 di San Basilio.
In terraferma, potrebbe essere coinvolto il Vega Park di Porto Marghera, anche in questo caso per attività di laboratorio. A regime il Centro dovrebbe disporre di un bilancio annuale tra i 10 e i 15 milini di euro (in buona parte da donazioni e fondi esterni) e di un personale compreso tra i 60 e gli 80 addetti.(e.t.)
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