In Finanziaria i 60 milioni per Venezia. E decolla il Centro di ricerca sul clima

VENEZIA. Arrivano altri 60 milioni di euro di fondi di Legge Speciale per il prossimo anno per la salvaguardia di Venezia. E intanto decolla il progetto per il centro di ricerca sul clima. È stato approvato ieri infatti in Commissione Bilancio del Senato un emendamento alla legge di bilancio a firma dei senatori del Pd Andrea Ferrazzi, Daniele Manca e Alan Ferrari che autorizza appunto la spesa di 60 milioni di euro per il 2020, per la prosecuzione degli interventi di salvaguardia previsti dalla Legge Speciale. Fondi “blindati” perché l’emendamento è agganciato appunto alla legge di bilancio su cui il Governo metterà sicuramente la fiducia.
«Aggiunti ai 40 milioni di euro già stanziati», commenta Ferrazzi, «consentiranno già dal prossimo anno interventi concreti per la salvaguardia della città insieme alla sua Laguna e ai Comuni di gronda. È una grande vittoria per la nostra città, ancora una volta il governo riformista passa dalle parole ai fatti. Non siamo come la Lega, che quando era al Governo non ha rifinanziato minimamente la Legge Speciale e ora che è all’opposizione e non decide più nulla, ha presentato un emendamento per chiedere addirittura un miliardo di fondi per la città, Venezia è un patrimonio dell’umanità».
Con questi fondi sarà possibile attuare già dal prossimo anno alcuni degli interventi già annunciato dallo stesso sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, a cominciare dal ritorno dei contributi per i privati che restaurano le proprie abitazioni, oltre allo scavo dei rii e altri interventi di salvaguardia.
«Abbiamo mantenuto la promessa, rifinanziando con ulteriori 60 milioni la Legge speciale per Venezia. È la conferma dell’impegno assunto dal Governo, all’indomani dell’emergenza dell’acqua alta dello scorso novembre. Come previsto nel Comitatone dello scorso 26 novembre, infatti, arriveranno per Venezia e i comuni limitrofi della laguna 60 milioni di euro, che si sommano ai 265 che avevamo già stanziato nel 2017, durante il Governo Gentiloni. È una prima, importante risposta per una città che ha bisogno di riprendere fiducia e continuare a credere nell’impegno delle istituzioni», commenta anche il sottosegretario veneziano all’Economia, Pier Paolo Baretta.
«Questi 60 milioni», conferma anche il sindaco Luigi Brugnaro, «erano già stati promessi. Abbiamo chiesto al Comitatone un miliardo e mezzo per dieci anni. Sono 150 milioni all’anno per poter rifinanziare quelle manutenzioni ordinarie che sono state fatte sulle case, sugli edifici che ormai da più di 10 anni non vengono più dati a Venezia, con i risultati che tutti vediamo».
Nello stesso emendamento che stanzia i 60 milioni di euro di Legge Speciale è stata inserita anche l’istituzione dell’auspicato Centro di Studio e di ricerca internazionale sui cambiamenti climatici, con sede a Venezia, con un primo finanziamento di mezzo milione di euro.
«È una bellissima notizia per la città», commenta il parlamentare veneziano Nicola Pellicani che per primo aveva proposto la creazione del Centro, in collaborazione con le università e gli istituiti di ricerca, «Venezia è il luogo più evocativo per aprire un centro di natura scientifica su questi temi. Ora non è solo un’idea, ma un progetto concreto fatto proprio prima dal Parlamento (prevedendolo prima nella mozione per Venezia e poi nell’ordine del giorno approvato nell’ambito del decreto Clima) e ora anche dal Governo. Per creare anche alternative in città alla monocultura turistica». Il Centro – è previsto nell’emendamento – vedrà la collaborazione di Ca’Foscari, Iuav, Viu (la Venice International University), Cnr, Centro Maree, Consorzio Venezia Nuova, Corila e Thetis, oltre ad altri organismi internazionali di ricerca. Riguardo alle richieste di risarcimento per i danni dell’acqua alta, ieri il sindaco ha ricordato che oggi sono arrivate circa 3000 domande e all’incirca 15 milioni richiesti dai privati per il danno specifico alle persone e alle aziende. —
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