Il «webmaster» Scano consulente del governo
Un veneziano nella cabina di regia del governo per la nuova, attesa, Agenda Digitale, chiamato dai ministri Passera e Profumo a far parte dei 50 consulenti del governo: si tratta di Roberto Scano, 38 anni, presidente dei webmaster italiani, docente e autore di libri sull'accessibilità dei siti internet e la trasparenza dei siti pubblici tra i più attivi cittadini digitali di Venezia, della quale – per inciso virtuale - è “sindaco” in Foursquare . Per l’Agenda governativa fa parte del gruppo “Cultura digitale“.
«La cabina di regia», spiega Scano, «ha l'importante compito di definire le politiche di innovazione del Paese in ambito di innovazione digitale: progetti per infrastrutture, e-commerce, governo digitale), ricerca e innovazione, le "smart communities", informatizzazione e competenze digitali. Il gruppo al qaule partecipo ha il compito di definire i passi di alfabetizzazione digitale non solo delle pubbliche amministrazioni, ma in generale dell'Italia. Si pensi che solo che il 53% degli italiani usa il computer e il 51% non usa internet: e-inclusion significa garantire a tutti, anche persone disabili, anziani, stranieri o senza skill tecnologici, di poter comunicare via internet. Accedere ad un servizio di una amministrazione on line, leggere una delibera o compilare un modulo è un diritto oramai innegabile. Bisogna quindi utilizzare soluzioni quali media tradizionali per diffondere la cultura digitale e incentivare l’uso di soluzioni digitali: come diceva il maestro Manzi “Non è mai troppo tardi". Siamo un paese in cui i libri cartacei hanno un'Iva al 4% mentre quelli digitali il 21%: qualcosa bisogna cambiare e siam oqui per questo».
Veneziano digitale a tutti gli effetti, Roberto Scano. Così ha appena protocollato (rigorosamente via posta certificata) una lunga serie di inadempienze del Comune in materia di trasparenza: sul sito, le delibere non vengono pubblicate in ordine cronologico, ma spesso con vuoti che durano anche giorni; i documenti allegati non sono pubblicati all'albo pretorio, ma solo nel sito dedicato, spesso scansionati – e non file – impedendone così l’accesso alle persone con disabilità; non vengono pubblicate le determine dirigenziali; non vi è traccia della situazione patrimoniale degli amministratori e dei curricula di chi si occupa della cosa pubblica. E, ancora, di consulenze ed incarichi all'atto del loro affidamento e non da determina di pagamento, come oggi accade. «La normativa è ben chiara», spiega Scano, « prevede sanzioni per la mancata pubblicazione sul sito web di incarichi di consulenza e retribuzioni: inefficacia degli atti, rimborso a titolo di danno erariale, illecito disciplinare e responsabilità erariale, in nome della massima trasparenza. Il Comune di Venezia ha fatto molto in questi anni, ma ci sono ancora molti buchi da colmare».
(r.d.r.)
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