Il Sunia: «Legge da rivedere tutelando anziani e licenziati»

Il sindacato inquilini Sunia, torna sulla criticatissima leggere regionale 39 che ha rivisto i canoni degli alloggi Erp e chiede alla commissione regionale di revisione di tenere conto delle richieste, urgenti, di correzione. «Noi del Sunia critichiamo la legge non sulla base di teorizzazioni ma sulla base della concreta esperienza maturata, toccando costantemente con mano le necessità degli inquilini che si rivolgono ai nostri uffici», spiega la segretaria Ivana De Rossi. «Si tratta generalmente di persone anziane, con più di 70 anni, che spesso vivono sole. Queste devono essere assolutamente tutelate contro ogni miope applicazione dei parametri di legge», dice la De Rossi. Agli anziani va garantita la tutela della loro «fragilità», evitando che «i calcoli aritmetici del Isee-Erp portino alla decadenza dalla assegnazione, soprattutto quando il superamento del reddito di legge avviene in ragione di piccole somme». E i canoni, se in aumento, vanno contenuti.

Seconda richiesta alla Regione: «Il limite di reddito fissato in 20 mila euro non può essere assolutamente accettato ai fini della decadenza. Deve essere senz’altro aumentato per garantire la permanenza nell’alloggio a coloro che lo superano di poco, senza per questo essere benestanti. Si tratta di una questione di equità sociale». Per il sindacato è urgente escludere dal calcolo dell’Isee Erp il «trattamento di fine rapporto e altri istituti similari che sono una forma di risparmio. Anche le somme erogate a titolo di risarcimento del danno emergente, come il danno alla salute, devono essere escluse perché non creano ricchezza nuova». E servono tutele per chi ha perso il lavoro e diventa moroso incolpevole. Pagare l’affitto, dice il Sunia, è un dovere ma l’ente non può non tutelare chi perde il lavoro. Contro la leggere 39 hanno indetto un presidio per il 24 settembre davanti alla Regione anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. —

M.Ch.

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