Il sogno di una città a misura di disabile «Vorrei una foto in Rocca o in biblioteca»

la storia
Sul suo profilo Instagram si definisce “Positive influencer”. Una presentazione azzeccata per Lucrezia Marin, 36 anni di Noale, disabile dalla nascita. Una vita a spostarsi su quella carrozzina ma l’ottimismo, la voglia di vivere e sorridere che non li hai mai perduti. Adesso vuole essere da stimolo perché la sua città diventi a misura di portatore di handicap e sia da esempio per altri Comuni. Nei giorni scorsi, sulla pagina “Sei di Noale se…” ha lanciato un messaggio che ha riaperto la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche.
«Mi sono presa del tempo» scrive «per ritornare un po’ in angoli di Noale che non vedevo più da tempo. Sto provando a vedere quanto possa essere fattibile il mio progetto. Volevo chiedervi se potete consigliarmi altri posti suggestivi e accessibili per carrozzina in cui poter pensare di fare nuove foto. Grazie a chi mi aiuterà». Già, le foto da mettere in Instagram, perché da un anno a questa parte si è inventata “Positive Influencer”, appunto, e da qui è partita la sua idea. «Con le chiusure dello scorso anno» racconta «mi sono chiesta come investire il mio tempo e un’amica mi ha consigliato di aprirmi un profilo su questo social. E questo mi ha permesso di avere una maggiore autostima. Poi, per avere più visibilità, mi sono rivolta a un esperto e mi ha suggerito di farmi degli scatti nei posti dove mi trovo». Qui, però, nasce un problema, forse quello più importante: se per i normodotati spostarsi è normale e lo stesso vale per superare gli ostacoli, per chi è in carrozzina le cose cambiano e pure un marciapiede può diventare una montagna da scalare.
«Purtroppo non posso fare tutto» racconta Lucrezia «e sin da piccola ho avuto delle difficoltà nel muoversi. Le racconto questa. Quand’ero a scuola, la maestra ci aveva dato da fare una ricerca sul nostro nome e dovevo andare in biblioteca a consultare dei volumi. Ebbene, sono dovute andare le mie sorelle al posto mio. Per fortuna, con il tempo, le cose sono cambiate, c’è più sensibilità verso i portatori di handicap ma molto resta da fare». Marin assicura di non voler far polemica; al contrario, vuole essere da stimolo per tutti. «Noale ha molti monumenti storici» continua Lucrezia «e non sempre sono accessibili. In rocca, ad esempio, basterebbe uno scivolo per accedervi e renderla raggiungibile a tutti. Lancio un messaggio: Noale diventi a misura di portatori di handicap e anziani, faccia da apripista agli altri. Ne farebbe un vanto non da poco, viste le tante iniziative durante l’anno, come il Palio, il Panevin, Noale in fiore. Il problema non è il disabile ma quello che ci sta attorno».
E Lucrezia vorrebbe fare qualcosa pure nel campo della moda di cui è appassionata. «Purtroppo le collezioni non tengono conto di noi» continua la 36enne «perché spesso incontriamo molteplici difficoltà con i vestiti. Ecco, mi piacerebbe coprire questa falla». Ma il suo obiettivo è continuare farsi foto, ovunque e sempre più belle, entrando pure in quei posti ora inaccessibili. —
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