Il riconoscimento alla città “capitale della sostenibilità”

Produzione dell’idrogeno chimica verde, ritmi lenti artigianato e trasporti su acqua rappresentano il modello che tutti dovranno perseguire 
A.v.

Venezia capitale mondiale della sostenibilità. Al termine della tre giorni del G20, domenica mattina in Prefetura sarà presentata la nuova Fondazione che dovrà promuovere Insieme a «Venezia sostenibile». Lo hanno annunciato ieri in forma congiunta il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente della regione Luca Zaia. L’iniziativa è sostenuta dal governo, che sarà rappresentato dai ministri Renato Brunetta e Daniele Franco. Ci saranno anche rappresentanti delle aziende come Confindustria e Snam, Assicurazioni generali, e delle istituzioni culturali veneziani come le Università Ca’ Foscari e Iuav, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio Benedetto Marcello e la Fondazione Cini.

Che significa «sostenibilità?».

Venezia città d’acqua, che sull’acqua ha costruito la sua storia e dall’acqua ha sempre dovuto difendersi rappresenta certo il paradigma dello sviluppo sostenibile. Niente auto, ritmi lenti, trasporti sull’acqua. E produzioni che adesso possono essere modernissime “da remoto” o sull’artigianato tradizionale. Qui si sta sperimentando la produzione dell’idrogeno, la chimica verde. Dopo anni di errori e inquinamento, con la costruzione dell’area industriale proprio in mezzo alla laguna adesso si cerca di cambiare rotta. Per decenni in acqua e nei terreni sono finiti inquinanti e scarti delle industrie di Marghera. Adesso occorre invertire la rotta e imboccare una strada diversa. Con i motori elettrici e le produzioni “pulite” delle industrie, il rispetto per l’ambiente e le aree delicate. Che l’Europa protegge e qui non sempre sono sotto tutela. —



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia