Il poliziotto dell’anti droga diventa console alle Mauritius

Stefano Zinno era investigatore della narcotici a Mestre, adesso vive nell’isola dell’Oceano indiano Ora ha un sogno, aprire una biblioteca con testi in italiano: «Aiutatemi, mandatemi dei libri»
Di Mitia Chiarin

«Fortunato, io? No, ho lavorato sodo. E fortunatamente è andato quasi tutto per il verso giusto». Dagli uffici della squadra mobile di Venezia ai paesaggi mozzafiato delle isole Mauritius. Dalle indagini contro i traffici di droga al lavoro come console d’ Italia alle Mauritius.

Stefano Zinno, classe 1966, mestrino doc, da sedici anni ha lasciato la polizia e la sua città, Mestre, per cambiare completamente vita. Da ex poliziotto a diplomatico e titolare di una serie di scuole di tennis. È uno dei tanti mestrini che hanno detto: “Mollo tutto. Vado via!”.

Una scelta, quella di lasciare l’Italia, che oggi più che mai è il sogno di tanti. «Ai giovani che vogliono andarsene dico quello che direi a mio figlio. Poco importa dove ma se hai voglia di lavorare il lavoro si trova. Io adoro l'Italia ma è chiaro che alcuni paesi in questo momento sono più favorevoli all'impiego in vari settori, penso all'Australia ad esempio», racconta.

Rimpianti degli anni passati in polizia? «Ho avuto la fortuna di lavorare con una squadra incredibile di colleghi», racconta dalla sua casa di Tamarin, mentre cucina riso con la zucca, piatto della tradizione veneziana. «Quelli erano tempi, e c’erano leggi, che permettevano di fare davvero il poliziotto. Oggi non è più possibile, quindi per quei tempi ho tantissimi bei ricordi ma nessun rimpianto». E continua: «Se mi manca Mestre? Sì, resta la città in cui sono nato e anche con i suoi difetti a me piace. Cerco di rappresentarla al meglio con le mie azioni». Nell’isola dell’oceano indiano, che fa parte del continente africano e dista 900 chilometri dal Madagascar, si è costruito una vita tutta nuova. «Le Mauritius sono un gran bel posto», racconta Zinno. «Chiaro che anche qui ci sono problemi, ma meno che da noi, e poi come in tutte le isole è piu facile arrangiarsi». Qualche giorno fa c’è stata una alluvione. «Ha colpito solo Port Louis, la capitale, ma i problemi sono dovuti ai drenaggi che erano ostruiti più che alla pioggia caduta».

La storia di Zinno è fatta di tanto lavoro. È il 1997 quando lascia Mestre su consiglio di un amico e va alle Mauritius per lavorare nella pesca d’altura e come sub in cantieri.

Poi la decisione, con un socio francese, di aprire una scuola di tennis. Nel 2006 gli viene proposto di diventare console. Nel frattempo la sua scuola arriva ad allenare oltre 700 ragazzi.

«Tra cui c’è anche mio figlio Matteo, che gioca nella rappresentativa di Mauritus».

Il cavalier Zinno che dopo il primo matrimonio ha divorziato e vive con una nuova compagna e il figlio, ora ha un altro sogno nel cassetto. E cerca aiuto nella “sua” Mestre, quella doveva giocava a calcio e basket con gli amici tra Carpenedo e Zelarino, per concretizzarlo .

Vuole aprire, ci racconta, «una biblioteca di libri italiani che sarebbe la prima dell'oceano indiano, e successivamente, una scuola di lingua italiana». Per gli italiani dell’isola e per chi vuole imparare la nostra lingua. «Chiedo aiuto per avere libri, nuovi e usati, da utilizzare per questo progetto. Spero che Mestre e anche qualcuno dei suoi amministratori possa dare una mano a questo sogno. Se ci sono librerie che vogliono disfarsi di libri e possono fornirmi anche un programma di catalogazione, io sono qui a ricevere e a ringraziare tutti per l’aiuto». Chi vuole donare libri può scrivere a questo indirizzo: Stefano Zinno - Consolato d'Italia a Mauritius, Rue Nicholson Vacoas Mauritius; email : consolatoitalia@myt.mu

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