Il Museo archeologico di Altino rilancia con percorsi per bambini e disabili visivi

Presentate le iniziative dopo un anno record di visitatori. Conferenze con la direttrice Bressan e noti studiosi italiani 

l’iniziativa

Una nuova area didattica, percorsi dedicati ai disabili visivi e cicli di conferenze tenute da archeologi. Il Museo Archeologico Nazionale di Altino punta a fidelizzare i cittadini veneziani (con un occhio di riguardo ai turisti), e lo fa arricchendosi sempre di nuove iniziative. La collaborazione tra il Museo di Altino e il Progetto Interreg Italia-Croazia “Historic” aveva già permesso, nel 2019, l’allestimento della MostrAttiva “Antenati altinati”, ancora visitabile negli spazi del Museo. La sinergia rinsaldata nel 2020, porta con sé attività di formazione dedicate agli studenti attraverso l’organizzazione di workshops, laboratori didattici o incontri formativi.

Grazie al contributo di Historic, il Museo di Altino dispone da oggi di un’aula didattica attrezzata dove accogliere le attività laboratoriali legate all’archeologia. Il progetto include un ciclo promozionale di laboratori gratuiti, calendarizzati in alcuni pomeriggi di domenica tra gennaio e giugno, dedicati ai ragazzi tra i 6 e i 12 anni. Durante i laboratori si riprodurranno strumenti di età veneta e romana, si comporrà un mosaico come quello che decorava le case romane, si realizzerà una mappa di Altino antica. Gli oggetti creati saranno donati al Museo, che li integrerà nel percorso per le persone con disabilità visiva.

I bambini, dunque, saranno ambasciatori del Museo verso le persone con disabilità, contribuendo a rendere il patrimonio archeologico altinate più accessibile. Il Museo archeologico, grazie alla sensibilità della direttrice Marianna Bressan e delle associazioni coinvolte, è tra i primi a pensare anche alle persone ipo o non vedenti. Nella mostra Antenati Altinati le opere possono tutte essere toccate.

C’è persino una stele scomparsa negli anni Sessanta e recuperata dai carabinieri nel 2017, con un doppione della stessa opera realizzato ad hoc per far provare a chi non vede la sensazione ruvida di com’era un tempo nella sua versione integrale, riprodotta artigianalmente in laboratorio. L’associazione Lapis cura un ciclo di visite e laboratori tattili: il prossimo appuntamento è per domani alle 10. 30.

Inoltre è gratuito l’ingresso al Museo per un accompagnatore del piccolo partecipante al laboratorio. Il progetto si intitola “Aspettando i Centri estivi”.

Tutte le attività didattiche proposte sono affidate a professionisti della didattica museale specializzati in archeologia. Fa da capofila l’associazioni Lapis, da tempo impegnata nella gestione di i siti culturali e aree archeologiche. La affiancano Studio D, un’istituzione della didattica museale veneta, e Tramedistoria, i cui archeologi sono specializzati nella traduzione divulgativa dell’archeologia sperimentale. Infine si inaugurerà mercoledì prossimo alle 17.30 il ciclo di conferenze “L’archeologo racconta”: la prima sarà a cura della direttrice Marianna Bressan. Le successive, organizzate dal 5 febbraio ogni due mercoledì, vedranno il Museo ospitare un esperto archeologo raccontare la propria ricerca. All’incontro, oltre alla direttrice Bressan, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Esu Università Ca’ Foscari Venezia Bruno Bernardi, Chiara Destro dell’associazione Lapis e la referente del Progetto Interreg Italia-Croazia. Nel 2019 il museo ha superato quota 10 mila visite, più 17% rispetto al 2018 con 64 giorni in meno di apertura. —

Marta Artico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia