Il legame tra Master e territorio «Nostro contributo alla città»
Lido
È di pochi giorni fa la conferma che la proposta del Piano di valorizzazione presentato da Fispmed che riguardava la Caserma Pepe, ma anche il Monastero di San Nicolò, è stata bocciata da Mibact e Demanio perché non aveva solide basi economiche. Questo comunque non significa che la onlus Fispmed non possa in futuro presentare nuovamente un progetto al Comune. In occasione della discussione sul progetto, avvenuta mercoledì in una commissione consiliare in Comune, è emerso come la proposta sia stata rifiutata anche perché includeva una parte del Comune (il Monastero, appunto) che non riguardava il Demanio.
Il Global Campus of Human Rights (Master in Diritti umani) che ha sede nel Monastero ha voluto ribadire il radicamento nel territorio. Al fine di evitare che la sede, in scadenza nel 2023, venga di nuovo messa in discussione, la direttrice amministrativa Elisabetta Noli ha ricordato che il Master, voluto dall’Università di Padova nel lontano 1998, è considerato un punto di riferimento dall’Unione Europea. «Da quando ci siamo insediati abbiamo investito di nostri soldi 500 mila euro di manutenzione» ha detto Noli, snocciolando altre cifre «I nostri studenti che frequentano il Master portano sul territorio 450 mila euro di indotto e così i docenti per un totale di 900 mila euro all’anno. Il fatturato totale del Campus è di sei milioni di euro di cui 4,7 milioni provenienti dall’Europa e 1,3 raccolti da noi. di questi soldi 3 milioni sono interamente spesi a Venezia considerando che ci sono 30 dipendenti che vivono qui e sono pagati da noi». Noli ha ricordato inoltre che la manutenzione del mosaico dell’undicesimo secolo, presente nel monastero, è di competenza del Comune e così la manutenzione dell’opera. —
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