Il ladro di sabbia pentito: «La bellezza è di tutti, non si può rubare»

FOSSO'. «Ho fatto quel gesto, restituire la sabbia che avevo portato via dalla spiaggia della Sardegna nel 1989, perché ritengo che dobbiamo preservare e difendere l’ambiente con il massimo impegno. Ora dopo 30 anni ho maturato una sensibilità ambientale che un tempo non avevo. L’ambiente rappresenta il futuro delle prossime generazioni».
A parlare è Alessandro Boscaro, 64 anni, imprenditore di Fossò nel campo dei serramenti: lo scorso 28 agosto è tornato alla Maddalena, in Sardegna, per restituire la sabbia rosa rubata dall’isola Budelli, ora parco nazionale, nel 1989, 30 anni fa.
A fine luglio era stato invece un turista romano a compiere lo stesso gesto, riportando a Cabras (Oristano) la sabbia portata via 40 anni prima.

Si tratta di un tema molto sentito nell’isola, in questi ultimi anni, quello dei numerosi furti di sabbia, in particolare quella rara tipica dell’isola, con un’escalation di sequestri, in porti e aeroporti, da parte degli addetti alla sicurezza di materiale sottratto dai turisti nelle varie spiagge sarde.
Come ha maturato nel corso del tempo questa decisione?
«Il mio non è stato un gesto improvvisato. Avevo sentito di una persona che aveva restituito la sabbia lo scorso anno e anche io ho voluto seguirne l’esempio. Era una decisione però che maturavo da tempo. Quando prelevai quella sabbia rosa 30 anni fa, nel 1989, ero in viaggio con mia moglie Eddi e i figli piccoli in Sardegna, non consideravo l’atto che avevo compiuto come un danno. La mia sensibilità come quella di tantissime persone rispetto a 30 anni fa adesso però è radicalmente cambiata. Il mio rispetto per l’ambiente è poi inoltre maturato sempre più, anche nel campo professionale, dove gli interventi ecocompatibili per me sono la regola».
Ora che cosa pensa di chi porta via la sabbia dalle spiagge sarde?
«Quando sento certi turisti non capire il problema, mi faccio una domanda: ma se pago per vedere la Gioconda al Louvre di Parigi me ne posso portare via un pezzetto? Se vado a visitare i resti di Pompei in Campania e pago il biglietto, posso portarmi via i reperti archeologici? Chiaro che no. Lo stesso ragionamento deve valere per chi fa la vacanza in posti che sono paradisi ecologici e paesaggistici. Sulla spiaggia ci si può sedere, godere delle bellezze del paesaggio, ma le sabbie, i minerali, la fauna e la flora devono restare lì. Il bene ambientale va considerato come un’opera d’arte del Creato».
Sapeva di aver suscitato clamore con il suo gesto e a chi lo dedica?
«Non credevo di suscitare tutto questo clamore. Sono contento della discussione e riflessione che si è aperta e degli apprezzamenti ricevuti dal direttore del Museo naturalistico di Caprera, Tommaso Gamboni, e anche del sindaco del mio paese, Fossò. Dedico il gesto ai miei due figli, ai nipoti e a alle prossime generazioni che hanno diritto di vivere in un mondo in cui l’ambiente non viene violato in continuazione dall’uomo». —
Alessandro Abbadir
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